Azioni Europa, le valutazioni scontate superano le perplessità sul populismo

I titoli azionari dell’Europa quotano a sconto del 33% sugli omologhi statunitensi sulla base del rapporto prezzo/utili: un’opportunità per posizionarsi a lungo termine in società di alta qualità.

“Gli investitori orientati al lungo termine farebbero bene a ricordare che lo sconto valutativo dell’Europa rispetto agli Stati Uniti non è giustificato ed è, con buona probabilità, destinato ad avere vita breve. Noi restiamo ottimisti e convinti che, per gli investitori attivi, l’economia europea offra un’opportunità per costruire posizioni a lungo termine in società di alta qualità”. È questo il pensiero di Ann Steele, gestore di portafoglio senior, strategia pan-europea, Columbia Threadneedle Investments, sulle azioni del mercato europeo.

AZIONI EUROPA, LO SCONTO È AL MASSIMO DAL 2003

Il riferimento dell’esperta, nel dettaglio, è allo sconto dei titoli azionari europei rispetto agli omologhi statunitensi sulla base del rapporto prezzo/utili (p/e): il differenziale tra le valutazioni azionarie di Europa e Wall Street è al livello più elevato registrato dal 2003 (quando si attestava al 38%).

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UTILI TRA +10 E +12% NEL 2018

Entrando nello specifico, mentre le aziende che pubblicano risultati di bilancio superiori alle attese si moltiplicano, Ann Steele si aspetta un incremento medio dei profitti del 10-12% nel 2018, dopo che nel 2017 l’aumento era stato del 15 per cento. Inoltre, mentre negli Stati Uniti la Federal Reserve sta procedendo sulla strada del graduale aumento dei tassi, la politica monetaria nell’eurozona rimarrà accomodante almeno sino alla fine dell’anno.

PIÙ DIVIDENDI E ACQUISIZIONI

“Le aziende che generano liquidità in eccesso in un contesto di bassi tassi d’interesse tenderanno probabilmente a incrementare i dividendi e ad effettuare acquisizioni strategiche, con ricadute positive sui corsi azionari” sottolinea l’esperta. Tuttavia, se nel lungo termine l’appeal dell’azionario Europa sembra davvero significativo, diverso il discorso a breve termine. Non si può infatti escludere che la mancanza di entusiasmo verso il mercato azionario europeo (che ha generato performance inferiori rispetto all’Indice MSCI World nel corso dell’ultimo anno) possa proseguire.

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LE RAGIONI DELL’UNDERPERFORMANCE EUROPEA

Le ragioni? Molti investitori globali ritengono che il Vecchio Continente sia privo di società tecnologiche in rapida crescita, che tenda a risentire del rafforzamento dell’euro e che rischi di essere diviso da forze populiste. “Noi riteniamo che queste apprensioni siano malriposte” tiene a precisare Ann Steele. Per esempio, nella tecnologia, non è difficile trovare società europee di alta qualità con un solido vantaggio competitivo sulla scena globale (ASML, Dassault Systèmes, SAP e Amadeus ne sono alcune conferme). Per quanto riguarda invece l’euro, il deprezzamento del biglietto verde rispetto alla moneta unica potrebbe subire una battuta d’arresto. Inoltre un euro più stabile potrebbe contribuire a migliorare le percezioni delle azioni europee.

POPULISMO A CORRENTE ALTERNATA

Infine, il populismo che procede a corrente alternata, spinge gli investitori internazionali a restare diffidenti sull’Europa. “Quest’anno il successo delle forze anti-sistema in Italia era stato in gran parte previsto, ma è improbabile che il governo costituitosi di recente ponga una minaccia all’esistenza dell’euro” puntualizza Ann Steele.

**  Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge. Una parte di contenuti e dati gentilmente concessi da Columbia Threadneedle Investments

Stefano Petroni / Flickr


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6 luglio 2018
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