Azioni USA favorite dal miglioramento dei dati di bilancio

Le trimestrali di Wall Street evidenziano dati di bilancio brillanti non solo per la riforma fiscale ma anche per il miglioramento dell’EBIT delle azioni USA .

La crescita a livello globale resta robusta ma cominciano ad affiorare dati che segnalano un indebolimento in diversi mercati sviluppati. Oltre all’aumento dei tassi di interesse negli Stati Uniti, valutazioni azionarie elevate e attività di fine ciclo, occorre inoltre tener sotto stretta osservazione le misure protezionistiche che potrebbero essere estese ad altri paesi (oltre che a Cina, USA e UE) o a una gamma più ampia di beni e servizi.

RECESSIONE O CRISI FINANZIARIA

“Le fasi rialziste dei mercati azionari tendono storicamente a concludersi con una recessione o una crisi finanziaria, due sviluppi che non vediamo all’orizzonte” tengono a sottolineare Toby Nangle, Co-responsabile asset allocation globale e Responsabile multi-asset EMEA, e Maya Bhandari, Gestore di portafoglio, Multi-asset di Columbia Threadneedle Investments. I due esperti ammettono che le prospettive potrebbero apparire meno ottimistiche rispetto a un anno ma, al contempo, ricordano come sia difficile (se non impossibile) individuare il punto di svolta in modo esatto.

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FATTORI CONTRASTANTI

Tra gli esempi citati dai due esperti, c’è quello relativo al contrasto esistente, da una parte, che vede l’appiattimento delle curva dei rendimenti e l’ampliamento degli spread delle obbligazioni societarie (tipici delle fasi storiche precedenti una recessione), e dall’altra, che evidenzia la disoccupazione in diminuzione e i fattori di stile e momentum in territorio positivo (che sembrerebbero invece confermare un trend positivo di economia e finanza). Un altro esempio è quello che vede il settore di maggiore dimensione generare i problemi che hanno determinato la correzione dei picchi di mercato.

TECNOLOGIA BEN INTONATA

“Oggi questo settore sarebbe la tecnologia, che rappresenta circa un quarto dell’indice S&P 500. Ma anche in quest’ambito non scorgiamo segnali di un possibile ribasso all’orizzonte. Il rischio di recessione è scarso e l’inflazione evidenzia un andamento favorevole” specificano Toby Nangle e Maya Bhandari. Detto questo, i due esperti confermano la propria convinzione sui mercati. Che si può riassumere in aspettative di rendimenti modesti ma positivi con la sostanziale conferma sul posizionamento di asset allocation con una sola sostanziale differenza: il giudizio sulle azioni USA è stato promosso da negativo a neutrale.

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LE RAGIONI DELL’UPGRADE DI WALL STREET

Le ragioni di questo upgrade, risiedono non tanto (o, meglio, non soltanto) nella recente stagione dei risultati negli Stati Uniti che si è rivelata molto positiva, quanto al fatto che i dati pubblicati dalle compagnie non sono riconducibili esclusivamente dalla riforma fiscale, Infatti, osservando le revisioni al rialzo delle stime sulla crescita futura dell’EBIT (utili al lordo di interessi e imposte) delle azioni USA si ha la conferma che la dinamica positiva delle corporation statunitensi è robusta a prescindere dalle forti agevolazioni fiscali.

DOLLARO DEBOLE NEL MEDIO TERMINE

“Crediamo pertanto che le valutazioni azionarie statunitensi siano diventate più convenienti dall’inizio dell’anno. Tutto questo, abbinato al fatto che il mercato statunitense ospita imprese globali dominanti che continuano ad attrarre investimenti, giustifica l’innalzamento del nostro giudizio da negativo a neutrale” concludono Toby Nangle e Maya Bhandari secondo i quali, alla luce dell’analisi dei deficit gemelli, il dollaro è destinato nel medio termine ad un indebolimento strutturale, sebbene non si possa escludere qualche apprezzamento sporadico.

**  Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge. Una parte di contenuti e dati gentilmente concessi da Columbia Threadneedle Investments

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FinanciaLounge
31 maggio 2018
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