Attese & Mercati – Settimana dal 9 luglio 2018

Insight su cosa ci aspetta e cosa potrebbe sorprenderci nelle economie e sui mercati. La guerra dei dazi sta facendo vittime? La risposta dalle trimestrali USA e dai dati macro cinesi. Parlano i banchieri centrali (ma non Powell) mentre una debole May riceve una Merkel ancor più debole.

TRIMESTRALI BANCARIE IN USA

I titoli di giornale parlano di ripresa globale a rischio causa guerra dei dazi ma i mercati restano relativamente robusti, soprattutto Wall Street, dove sono in settimana in arrivo trimestrali importanti: venerdì tocca a Wells Fargo, Citi e JP Morgan. Le previsioni sono di crescita degli utili a due cifre sia per le banche dello S&P 500 (+22%), sia per il resto del listino (+20,7% dopo il +26,6% messo a segno nel primo trimestre). Per i restanti due trimestri dell’anno il consensus raccolto da Thomson Reuters punta a +23,4% e +20,2% rispettivamente. Le attese per l’anno prossimo sono meno spumeggianti e si ridimensionano a una crescita a una sola cifra, ma c’è tempo.

E DATI MACRO DALLA CINA

Insieme alle trimestrali americane sono in arrivo dati importanti sull’economia cinese, si comincia con le riserve della banca centrale per proseguire martedì con l’inflazione alla produzione e al consumo e si finisce venerdì con i dati sulla bilancia commerciale di giugno, certamente i più sensibili alla guerra dei dazi dichiarata da Trump. La somma del tutto arriva settimana prossima con il numero del PIL cinese nel secondo trimestre del 2018 (per quello americano bisogna aspettare un’altra quindicina di giorni). Gli occhi del mercato restano puntati sull’andamento dello yuan: il modo più semplice per i cinesi di rispondere ai dazi è lasciar svalutare la moneta per aumentare la competitività sul versante dei prezzi delle esportazioni.

PARLANO I GOVERNATORI

Il gran capo della Fed Jay Powell resterà silenzioso anche questa settimana, ma parlano gli altri banchieri centrali. Si comincia lunedì con il giapponese Kuroda e poi soprattutto con Mario Draghi, che sempre lunedì è chiamato in audizione a tutto campo davanti alla Commissione Affari Economici e Monetari del Parlamento Europeo. Le orecchie dei mercati saranno particolarmente attente a qualunque indicazione temporale su una possibile mossa sui tassi l’anno prossimo. Si continua mercoledì con il governatore di Bank of Canada Poloz, che potrebbe preannunciare un rialzo dei tassi, e con quello di Bank of England Carney, che parla a Boston sulla crisi finanziaria. Tutti dovrebbero convergere sul fatto che ci si sta dirigendo verso l’uscita dallo stimolo monetario.

LA SOMMA DI DUE DEBOLEZZE

Sono due anatre ferite, se non proprio azzoppate, quelle che si incontrano a Londra martedì. Angela Merkel è reduce da una crisi di governo sfiorata ma non allontanata definitivamente dopo i contrasti sui migranti con l’alleato bavarese della CSU, mentre Theresa May è sempre più sotto il fuoco delle critiche nel suo stesso partito e ora deve fare i conti anche con le dimissioni arrivate domenica notte del ministro per la Brexit David Davis. L’unico vantaggio della britannica è che la sua squadra è riuscita ad arrivare nella fase finale dei mondiali mentre i tedeschi sono usciti ignominiosamente. La May finora non ha voluto o saputo approfittare dello scontro Trump-Merkel per far diventare una hard Brexit una strategia di successo con sponda americana. Magari la mossa dell’amico americano riesce all’italiano Conte, che il 30 luglio vola a Washington.

DATI MACRO IMPORTANTI IN ARRIVO

Giovedì quelli dell’inflazione al consumo americana per giugno, attesa a 0,2% sul mese sia nel dato complessivo che in quello core, che la Fed guarda con attenzione, in linea con i numeri usciti per maggio. Il dato sui prezzi al consumo sarà preceduto mercoledì da quello dei prezzi all’ingrosso. In Europa le attese sono per l’indice ZEW sul sentiment economico nell’Eurozona a luglio che esce martedì, per proseguire mercoledì con i dati finali sull’inflazione in Francia e Germania e la produzione industriale dell’Eurozona. Sempre mercoledì arrivano i verbali dell’ultimo meeting della BCE, ma dovrebbero riservare poche sorprese dato che due giorni prima avrà già parlato Draghi.

Flickr / EU2017EE Estonian Presidency


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9 luglio 2018
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