Chi ha azzoppato il bitcoin? Gli indizi puntano sui futures di Chicago

Il recente rimbalzo ha riportato le quotazioni del bitcoin sopra i 6.500 dollari. Ma i massimi di dicembre restano lontanissimi e c’è chi dice che la fase ribassista non sia ancora finita.

Il rimbalzo delle quotazioni dei giorni scorsi ha riportato l’attenzione degli investitori sul bitcoin. Un rimbalzo, sia chiaro, che non fa neanche lontanamente intravedere i picchi raggiunti dalla valuta virtuale “principe” a fine 2017, quando il bitcoin aveva superato quota 19mila dollari, mentre ora il rimbalzo lo ha riportato intorno ai 6.500 dollari. Più o meno i livelli di novembre 2017, quando era partita l’ultima cavalcata del bitcoin e di altre criptovalute.

MERCATO ORSO PROLUNGATO

Dai massimi di dicembre il bitcoin ha perso circa il 70%, arrivando a bruciare in termini di capitalizzazione circa 210 miliardi di dollari. Quindi gli ultimi rimbalzi sono solo il colpo di coda di una valuta digitale ormai in declino? Molto presto per dirlo, ma l’entusiasmo dello scorso anno sembra essere un lontano ricordo. Secondo alcuni osservatori, come Victor Dergunov di Albright Investment, il bitcoin sta semplicemente vivendo il suo ennesimo mercato Orso con un ritracciamento dai massimi che punta al 75-80%, ma poi dovrebbe arrivare una ripresa.

FUTURES SUL BANCO DEGLI IMPUTATI

Secondo altri, non è casuale l’inizio del declino delle quotazioni in coincidenza con il lancio dei futures sui bitcoin sulla Borsa di Chicago. La spiegazione è che un mercato finora molto emotivo e dominato dai singoli investitori, spesso innamorati del bitcoin per motivi “ideologici”, è passato con i futures nelle mani dei professionisti dalle mani forti e grandi, molto grandi. Le fiches per giocare sul tavolo verde di Chicago infatti costano centinaia di migliaia di dollari l’una.

Quotazioni e market cap del bitcoin negli ultimi 12 mesi (Fonte: Coinmarketcap.com)
Quotazioni e market cap del bitcoin negli ultimi 12 mesi (Fonte: Coinmarketcap.com)

BITCOIN PRESO DI MIRA

A differenza delle precedenti fasi Orso, le criptovalute in generale sono state anche protagoniste di una serie di eventi negativi. Per esempio Cina e Corea del Sud hanno intrapreso una vera e propria guerra contro il bitcoin, vietandone praticamente l’utilizzo nel timore che venga sfruttato per portare capitali all’estero. Come se non bastasse, a febbraio 2018 Facebook (seguita da Google) ha vietato la pubblicità delle criptovalute e delle ICO (initial coin offering), già stoppate in Cina 5 mesi prima e guardate con molta diffidenza anche dall’Unione europea. Il tutto condito da bordate di importanti manager e rappresentanti delle banche centrali.

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MA C’E’ CHI LO ACCETTA IN PAGAMENTO

Nonostante le oscillazioni di prezzo, sono in aumento le transazioni in cui viene accettato il bitcoin in pagamento (sfruttando ovviamente la tecnologia peer to peer) facilitate da siti come Purse. In Italia la maggior parte delle attività che accettano la criptovaluta si trovano a Milano. Ma finora le news market mover, cioè le notizie in grado di incidere sul prezzo, sono state prevalentemente negative. Secondo il “World Wealth Report 2018” di Capgemini, l’attenzione per le criptovalute è cresciuta ma l’incertezza sui regolamenti fa prevalere la diffidenza. Anche tra i super ricchi del mondo.

MISTER SATOSHI NAKAMOTO

Nei giorni scorsi un altro episodio ha scosso la comunità delle criptovalute.  Un libro, pubblicato a puntate e ovviamente online, in cui l’inventore della prima criptovaluta comincia a rivelare la sua identità. Tra le altre cose, il misterioso scrittore rivela di non essere giapponese e di aver inventato lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto, l’equivalente giapponese di Mario Rossi o John Smith.

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CAUTELA NEGLI INVESTIMENTI SUL BITCOIN

Quando si pensa alla funzionalità del bitcoin all’interno di un portafoglio d’investimento bisogna tenere in considerazioni diversi fattori. A partire dall’imprevedibilità nella previsione delle oscillazioni delle quotazioni. Il consiglio, quindi, è quello di considerarlo alla stregua di uno strumento speculativo adatto principalmente per il trading online. Con tutti i possibili pro e contro, come ad esempio il rischio di subire perdite improvvise. Oppure la difficoltà, a differenza di altri asset, di basare le proprie scelte su analisi tecniche o studio dei fondamentali.

SlavkoSereda / iStock / Getty Images Plus


FinanciaLounge
6 luglio 2018
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