BTP, lo spread più rischioso non è quello col Bund tedesco

Il mercato del debito europeo è sempre meno liquido, e gli spread denaro/lettera sempre più lontani. Quando si esaurirà il QE della Bce di Mario Draghi la volatilità potrebbe diventare alta, molto alta.

Da quando è esplosa la crisi del debito nel 2011-12 la parola spread è diventata di uso comune al bar, in ufficio, ci aprono i telegiornali e le prime pagine quasi tutti i giorni. Prima di allora la usavano in pochi al di fuori di Piazza Affari, soprattutto gli operatori professionali di Borsa e di mercato, ma non per indicare la differenza tra il rendimento del decennale italiano (BTP) e l’equivalente BUND tedesco.

SPREAD BID/ASK

Con spread si indicava la distanza tra denaro e lettera, bid/ask in inglese, vale a dire la distanza dal prezzo proposto da chi metteva in vendita un titolo – azione, obbligazione, valuta, etc – e il prezzo proposto da chi vendeva. Nel forex ad esempio, il mercato mondiale delle monete, se il prezzo euro dollaro è indicato a 1,17528/1,17539 vuol dire che chi compra vuol pagare 11 pip (l’unità minima di misura) meno di chi vende. Se lo spread denaro lettera è limitato a qualche millesimo, come nell’esempio sopra, vuol dire che il mercato è molto liquido, e che la domanda non fa fatica a incontrare l’offerta. Se si allarga di molto, ai centesimi o anche di più, vuol dire che la liquidità scarseggia. E questo può provocare oscillazioni dei prezzi, anche violente.

Spread – FinanciaLounge

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VOLUMI DIMEZZATI DAL 2014

Da inizio marzo, e soprattutto da metà maggio, l’attenzione dei mercati finanziari e non solo è concentrata sullo spread BTP/BUND, che si è allargato molto fino a stabilizzarsi negli ultimi tempi intorno ai 230/240 punti base, un livello elevato ma molto lontano dai 500 e passa punti della crisi di 7 anni fa. In parte il rendimento dei titoli italiani è tenuto a bada dagli acquisti di titoli da parte della BCE di Mario Draghi, che con il suo Quantitative Easing operativo fino a fine anno ogni mese compra per decine di miliardi.

LA POLITICA MONETARIA

Tuttavia proprio la politica monetaria basata sugli acquisti della BCE ha in qualche modo ‘prosciugato’ il mercato, facendo venire a mancare la dinamica normale tra domanda e offerta. I volumi sul mercato dei titoli di Stato europei si sono quasi dimezzati negli ultimi 4 anni, passando a meno di 700 miliardi a giugno da 1.300 miliardi nello stesso mese del 2014, secondo i dati della piattaforma di trading MarketAxess. Se la liquidità del mercato si asciuga, gli spread, quelli denaro/lettera, non quelli BTP/BUND, si allargano. Non importa se si tratti di titoli tedeschi o italiani.

SE LA LIQUIDITA’ SI PROSCIUGA

Infatti, lo spread bid/ask del BUND a 10 anni oggi è tra 15 e 30 centesimi, contro i 5-10 centesimi dal 2013 al 2015. A fine maggio, quando i timori sull’Italia erano aumentati, lo spread sulle scadenze brevi del debito italiano è schizzato ai massimi dal 1992, al tempo della crisi della lira, con il denaro/lettera balzato a 15-20 punti base da un livello normale di 2 o 3 punti. Con questa distanza tra prezzo di vendita e di acquisto sul mercato non ci sono né venditori né compratori.

LA FINE DEL QUANTITATIVE EASING

Cosa succede a fine anno quando, come annunciato dal presidente della BCE, gli acquisti finiscono? In America si era concretizzata una situazione simile a quella europea, e la fine del QE (poi seguita dal rialzo dei tassi) ha coinciso con un ritorno della liquidità sul mercato perché si erano ricostituite le condizioni di normalità nella dinamica acquisto vendita. Secondo alcuni però non è così scontato che succeda anche in Europa. Anche perché la liquidità che scarseggia non è solo un problema per BTP, BUND e altri titoli del debito pubblico europeo. Ci sono segni che inizi ad esserlo anche sul forex, per definizione il mercato più liquido del mondo. I trader citano il “flash crash” della sterlina a ottobre 2016 e il balzo del franco svizzero a gennaio 2015.

BOTTOM LINE

Liquidità che scarseggia vuol dire prezzi che si muovono violentemente, in una direzione o nell’altra. La liquidità per i mercati è come l’aria per gli esseri viventi. Senza, non respirano. Forse è il momento di rimettere anche il vecchio spread denaro/lettera, insieme a quello popolarissimo BTP/BUND, tra gli indicatori da tenere d’occhio nei prossimi mesi.

querbeet / iStock / Getty Images Plus


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10 luglio 2018
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