News & Views – 07 maggio 2018

Insight della redazione di FinanciaLounge su cosa tenere d’occhio nelle economie e sui mercati.

UN REGALO ALL’EUROPA

La stagione delle trimestrali europee entra nel vivo, finora non è stata un granchè, questa settimana arrivano anche le grandi banche italiane, vediamo se fanno meglio di quelle britanniche, francesi e tedesche che hanno visto aumentare la distanza con le rivali USA. L’attesa in generale è per utili in ascesa solo dell’1,4% causa soprattutto euro forte prima di aprile, ma con un’accelerazione al 4,5% nel secondo trimestre e ancora al 18,7% nel terzo e al 13,7% nel quarto. E le Borse europee fanno meglio di Wall Street. La ragione si chiama dollaro forte, o euro debole se si preferisce, un regalo inatteso che ha consentito alle azioni del vecchio continente di sovraperformare quelle americane ad aprile per il secondo mese consecutivo.

QUANTO CORRE L’INFLAZIONE USA?

La forza del dollaro dipende dai tassi americani che a loro volta dipendono dalla velocità dell’inflazione, che ormai sfiora l’obiettivo della Fed. E allora occhio mercoledì e giovedì a quanto corrono i prezzi USA, prima quelli alla produzione e poi quelli al consumo. Dati più forti del previsto potrebbero rafforzare i timori che la Fed possa alzare altre tre volte nel 2018 invece delle due previste finora, e il mercato, sia l’azionario che quello dei bond, probabilmente non gradirebbero.

SCRICCHIOLII EMERGENTI

Si va alla replica del film andato in onda cinque anni fa, quando il tantrum del tapering annunciato allora dalla Fed mandò onde d’urto violente sui mercati e le economie emergenti? Finora i casi critici sono abbastanza isolati, c’è l’Argentina costretta a portare i tassi al 40% per difendersi al dollaro forte e la Turchia, costretta a un più modesto rialzo di 75 punti base del costo del denaro. Ma deflussi sia dall’azionario che dall’obbligazionario si segnalano anche in Indonesia, India, Tailandia, Corea del Sud e Malaysia. La causa è sempre il dollaro forte. Alle banche centrali basterà vendere un po’ di riserve per sostenere le rispettive monete, o dovranno ricorrere a rialzi dei tassi? Anche qui occhio ai dati.

LE SOFFERENZE DELLA STERLINA

Nelle ultime due settimane le banconote con l’effige della regina hanno perso il 6% finendo in rosso per il 2018. Giovedì 10 si riunisce Bank of England con il mercato che si aspetta tassi fermi allo 0,5%. La sterlina è caduta perché gli investitori erano quasi certi di un rialzo di un quarto di punto a inizio aprile, poi dissipato da una raffica di dati economici deboli. Quindi attenzione soprattutto alle parole del governatore Mark Carney, toni da colomba potrebbero spingere la sterlina ancora verso sud.




FinanciaLounge
7 maggio 2018
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