Pictet: spiragli per i mercati emergenti, cauti sull’Europa

L’aggiornamento sulla strategia di investimento segnala prudenza sull’azionario Europa, la preferenza per le small cap USA e un ritorno di appeal dei mercati emergenti.

Meglio assumere un approccio prudente sull’azionario Europa alla luce delle turbolenze politiche italiane. Lo sostengono Andrea Delitala, Head of Investment Advisory di Pictet Asset Management, e Marco Piersimoni, Senior Portfolio Manager di Pictet Asset Management, nell’aggiornamento sulla strategia di investimento di giugno 2018. I due esperti temono infatti che i premi al rischio non siano ancora del tutto incorporati nelle attuali quotazioni delle Borse continentali.

MEGLIO LE SMALL CAP USA ALLE LARGE CAP

Per quanto riguarda invece i settori, Andrea Delitala e Marco Piersimoni di Pictet AM tendono a preferire l’energia, i finanziari, e l’healthcare con un occhio di riguardo alle small cap USA rispetto alle large cap. Un altro importante punto riguarda il dollaro americano. I due esperti, intatti, sono persuasi che la fase di rafforzamento tattico del biglietto verde sia arrivata al capolinea o lo stia per fare.

I MERCATI EMERGENTI TORNANO INTERESSANTI

Ecco perché segnalano il proprio ritorno ad una visione positiva sui mercati emergenti (Cina in primis). Le conclusioni a cui giungono Andrea Delitala e Marco Piersimoni partono da quanto accaduto durante il picco della crisi politica italiana, con lo spread (differenziale di rendimento rispetto al bund tedesco) del BTP decennale che si è spinto oltre i 300 punti base (+3,00%), finendo per travolgere anche la Borsa italiane e, in particolare, il settore bancario di Piazza Affari.

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EUROPA IN AFFANNO, USA IN ACCELERAZIONE

“In assenza di un cambio di un rotta da parte della politica, l’Italia non può contare sulla solidarietà di altri paesi e istituzioni comunitarie come la BCE” tengono a precisare i due esperti che segnalano come stia emergendo un netto divario del quadro macroeconomico tra le due sponde dell’Atlantico. Mentre in Europa si susseguono i dati che segnalano un rallentamento della crescita, negli Stati Uniti i dati sulla disoccupazione e sulla crescita sono solidi.

RENDIMENTI DEI TREASURY USA AL 3%

I rendimenti del Treasury decennale americano dovrebbero quindi stabilizzarsi intorno al 3%, in assenza di sorprese provenienti da prezzi delle materie prime” prevedono Andrea Delitala e Marco Piersimoni pur ammettendo che il numero di rialzo dei tassi totali da parte della Fed dovrebbero essere quattro quest’anno e che l’economia statunitense viaggia su ritmi di crescita superiori al 4% sul secondo trimestre.

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LA BCE HA RASSICURATO GLI INVESTITORI

Infine, una riflessione pure sulla BCE da parte degli esperti di Pictet AM. “La decisione di concludere il programma di acquisto di titoli obbligazionari euro sul mercato entro dicembre 2018, passando da 30 a 15 miliardi di flussi mensili da ottobre, era prevista. Tuttavia, il riferimento all’unanimità della decisione del consiglio direttivo e l’enfasi riposta nel sottolineare che il primo rialzo dei tassi avverrà dopo la fine dell’estate del 2019 ha rassicurato gli investitori a reddito fisso” concludono i due esperti.

**  Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge. Una parte di contenuti e dati gentilmente concessi da Pictet




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20 giugno 2018
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