High yield USA, perché gli asset manager stanno voltando pagina

Le obbligazioni societarie high yield USA potrebbero adesso soffrire il rialzo dei tassi americani, l’avvicinamento della fine del ciclo economico e condizioni del credito meno favorevoli.

Nel primo semestre di quest’anno, l’investimento in obbligazioni societarie tramite fondi specializzati non ha offerto particolari soddisfazioni. Con la sola eccezione dei fondi obbligazionari high yield USA (+2% il rendimento medio in euro per i fondi di categoria), tutti gli altri evidenziano rendimenti in territorio negativo dal primo gennaio al 6 luglio scorso: dagli high yield in sterline inglesi (-0,2%) agli obbligazionari investment grade USA (-0,4%), dagli investment grade euro (-1%) agli investment grade in sterline (-1,2%), fino agli high yield euro (-1,3%).

RATING, PIÙ UPGRADE CHE DOWNGRADE

Eppure le analisi delle agenzie di rating hanno evidenziato un continuo miglioramento per tutto il primo semestre di quest’anno, registrando ben più upgrade (promozioni dei meriti di credito degli emittenti) che downgrade (declassamenti) in tutti gli angoli del mondo. E, peraltro, con un’accelerazione nel secondo trimestre, cosa ancora più importante alla luce del fatto che il primo trimestre 2018 fosse già il migliore dalla crisi finanziaria globale 2007-2009.

OPERATORI DI MERCATO PIÙ PRUDENTI

“Contrariamente a questa tendenza fondamentale, lo spread (extra rendimento rispetto ai titoli di stato, ndr) dei titoli high yield è generalmente aumentato in modo consistente rispetto ai livelli di fine gennaio. Gli operatori di mercato hanno cominciato a percepire l’avvicinarsi della fine dell’attuale ciclo economico e recentemente sono diventati più cauti circa le potenziali implicazioni di una guerra commerciale” tiene a puntualizzare Mark Holman, CEO di TwentyFour Asset Management (gruppo Vontobel Asset Management). L’esperto, alla luce di tutto questo, è persuaso che sia giunto il momento di rivedere l’esposizione in titoli high yield in dollari.

Il valore aggiunto della gestione attiva

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I DATI DEGLI INDICI HIGH YIELD

“Ci hanno fatto riflettere molto i dati relativi agli indici high yield. Quello relativo alla sterlina inglese si posiziona attualmente a 130 punti base (+1,30%) più in alto, in termini di spread di credito, rispetto al valore del 26 gennaio, e l’indice dell’euro è posizionato più alto di 157 punti base (+1,57%) rispetto al suo minimo post-crisi del 31 ottobre dello scorso anno” sottolinea Mark Holman. Al contrario, sul mercato del dollaro USA, gli spread sono aumentati in modo meno accentuato. Hanno toccato i minimi post-crisi il 20 aprile e da quel momento hanno registrato un aumento limitato a soli 48 punti base (+0,48%).

BTP, lo spread rimarrà più alto anche rispetto al Portogallo

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ARCHIVIATI I BASSI TASSI DI QUESTO CICLO

“Non solo. L’indice high yield USA evidenzia una scadenza più lunga rispetto ai suoi omologhi europei ed è valutato a un livello inferiore, quindi si tratta di una sua sovraperformance significativa” specifica Mark Holman. Che, alla luce di queste considerazioni ha optato per una riduzione dell’esposizione in dollari, portandola al livello più basso di sempre. Le ragioni? “Siamo convinti che i bassi rendimenti di questo ciclo economico siano ormai superati” conclude Mark Holman.

**  Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge. Una parte di contenuti e dati gentilmente concessi da Vontobel

flavijus / iStock / Getty Images Plus


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10 luglio 2018
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