Leva finanziaria

Di norma ,se si investe una certa somma in un mercato finanziario, la performance è ancorata al 100% della variazione dell’indice di riferimento.
Se, per esempio, si investono 100 euro in Piazza Affari e l’indice della Borsa italiana registra un rialzo del 10%, il capitale finale sarà di 110 euro.
Diverso è invece il discorso quando si ricorre all’uso della leva finanziaria tramite la quale è possibile controllare un elevato ammontare finanziario attraverso un capitale notevolmente minore.
Per leva finanziaria si intende infatti il rapporto tra il controvalore di mercato delle posizioni nette in strumenti finanziari ed il controvalore del patrimonio affidato in gestione.
Per esempio se l’attivo in gestione di un fondo è di 10 milioni di euro e il suo controvalore di mercato delle posizioni nette in portafoglio è di 15 milioni di euro, la leva finanziaria è pari a 1,5 volte: ne deriva che se l’indice di riferimento del fondo salisse (o scendesse) del 10%, la variazione del valore della quota del fondo sarebbe del 15% (oppure del meno 15 in caso di ribasso).
La Ucits III la direttiva dell’Unione Europea che permette ai fondi comuni e alle Sicav di operare in tutta Europa sulla base di una singola autorizzazione da parte di uno stato membro, impone una leva massima pari a due.

FinanciaLounge
23 marzo 2015
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