Variazione con i tassi di interesse

Capita, quando si parla di titoli di Stato o di obbligazioni, di sentir dire che il prezzo subisce delle variazioni in funzione dell’andamento dei tassi d’interesse.
Vediamo di capirne di più attraverso un esempio.
Si ipotizzi di acquistare un titolo obbligazionario decennale del valore di 1.000 euro che offre un tasso d’interesse del 5% annuo.
Si supponga poi che, dopo un anno, si abbia la necessità di vendere l’obbligazione e che, nel frattempo, il tasso di interesse sia salito al 6%.
La domanda è: perché mai un investitore dovrebbe acquistare un’obbligazione che rende appena il 5% quando è possibile ottenere sul mercato nuovi titoli che pagano il 6%? Per riuscire a vendere l’obbligazione, il titolare dovrà accontentarsi di ricavare 965 euro.
Questo consentirà al nuovo acquirente di assicurarsi, in virtù della riduzione di prezzo, un rendimento identico a quello corrente di mercato e cioè il 6%.
Discorso analogo e speculare vale quando i tassi di interesse decrescono.
In tal caso l’obbligazione acquistata precedentemente offre un rendimento maggiore rispetto a quello di mercato e quindi può essere venduta ad un prezzo superiore rispetto a quello iniziale di acquisto.Inoltre tanto più lunga è la scadenza del titolo e tanto più incide la variazione dei tassi, e viceversa.

FinanciaLounge
23 marzo 2015
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