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Investire con alta volatilità

10 Gennaio 2013 - 7:00
L’indice Vix è l’indice che misura l’instabilità del mercato azionario di Wall Street in base alla volatilità implicita a 30 giorni delle opzioni quotate relative all’indice S&P500. Più l’indice è alto più sono elevate le tensioni sui mercati finanziari e viceversa. Negli ultimi anni la volatilità di Wall Street è aumentata: infatti la media mensile dell’indice Vix a 20 anni si attesta a 20,8, a 15 anni a quota 22,41 mentre negli ultimi 5 anni è fissata a 25,8.

Secondo gli esperti che studiano il comportamento degli investitori in funzione dei diversi contesti di mercato, non appena l’indice Vix tende a scendere al di sotto della media diminuiscono le tensioni sui mercati finanziari e aumenta la predisposizione degli investitori a puntare in Borsa e viceversa. Ma forse non tutti sanno che un approccio contrario avrebbe offerto interessanti rendimenti. Proviamo a scoprire perché.

Nell’agosto 1998, per esempio, l’indice Vix si impennò a quota 44,28 in concomitanza dello scoppio della crisi finanziaria della Russia: tale valor era superiore del 155% alla media a 5 anni dell’indice Vix (17,4). Chi avesse investito in quel momento a Wall Street avrebbe potuto beneficiare dopo un anno di un guadagno del 37,9% e dopo due anni di un rendimento del 58,5%.

Nel settembre 2002, invece, a fronte di una media quinquennale del Vix pari a 25,2, il valore corrente del Vix toccò 36,7 con un incremento del 57,6% rispetto alla media: investendo in azioni USA in quel momento, dopo 12 mesi si sarebbe ottenuto un rendimento del 22,2% e del 36,7% dopo 24 mesi. Nel mese di giungo 2010, il Vix si attestò a quota 34,54, cioè il 54,7% in più della sua media a 5 anni (22,3): acquistando titoli azionari americani in quella data si sarebbe potuto beneficiare di un guadagno del 28,1% dopo soli 12 mesi ovvero del 32,2% dopo 24 mesi.
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