Carlo Benetti

Un rapido ripasso dei criteri per la gestione dei risparmi

Restano sempre validi i principi adottati dal leggendario gestore Peter Lynch: comprare ciò che si conosce, studiare i bilanci e investire solo per il lungo termine.

30 Agosto 2017 - 7:24
Il rientro dalle vacanze è un buon momento per un “tagliando” al portafoglio. E Carlo Benetti, Head of Market Research and Business Innovation di GAM (Italia) SGR, nell'ultimo Alpha e il Beta propone un rapido ripasso di alcuni criteri per la gestione dei risparmi. Partendo da un punto fermo: stare alla larga dalla speculazione che si può definire come il tentativo di trasformare una piccola somma in una fortuna, mentre l’investimento è il tentativo di impedire a una fortuna di diventare una piccola somma. A questo proposito, Carlo Benetti ricorda come Peter Lynch abbia costruito il suo successo e la sua leggendaria reputazione di gestore (la performance stellare alla guida del fondo Magellan è stata del +13,4% annualizzato) dandosi un metodo e rimanendovi fedele. Un metodo che si basa, in estrema sintesi, su tre principi. In primo luogo si deve acquistare solo ciò che si conosce. “In pratica, Peter Lynch specifica che se qualcosa ti interessa come consumatore, dovresti pensare anche alla possibilità che ti interessi come investitore” puntualizza Carlo Benetti che poi, però, si affretta ad indicare il secondo principio, strettamente legato al primo: studiare, dedicare tempo all’esame scrupoloso delle società in cui si ritiene di volere investire. “All’osservazione deve seguire il paziente lavoro di valutazione dei bilanci, della situazione patrimoniale, della qualità del management, del settore in cui la società opera e le sue prospettive, la qualità della competizione” spiega Carlo Benetti sostenendo che il rischio è quello di confondere la semplicità dell’approccio di Peter Lynch con il semplicismo: al contrario, il rigore delle sue analisi è stato uno degli elementi del suo successo. Il terzo principio, forse il più importante, è infine quello di investire solo con un orizzonte di lungo periodo. “Nell’investimento azionario non c’è spazio per le previsioni ma solo per l’analisi rigorosa delle condizioni di salute dei settori e delle società. Ma per Peter Lynch l’orizzonte temporale è cruciale: più è lungo, più tende ad annullare gli effetti del momento dell’acquisto o, come si dice in gergo, del ‘timing’, un aspetto sul quale si concentrano eccessive attenzioni” specifica Carlo Benetti, precisando come Peter Lynch giunse alla conclusione che l’esercizio di prevedere le oscillazioni di breve termine è tanto più inutile quanto più lungo è l’orizzonte di investimento e rigorosa l’analisi sulle singole società.
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