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Robot, un circolo virtuoso per l’ambiente e per i posti di lavoro di qualità

I benefici derivanti dall’introduzione dei robot nei processi produttivi potrebbero riguardare anche aspetti ambientali e sociali e non solo efficienza e produttività.

13 Dicembre 2017 - 8:38
Quando si parla di robot scatta inevitabilmente la preoccupazione per i posti di lavoro che potrebbero essere cancellati. In un mondo, soprattutto occidentale (e in particolare in Europa), dove la disoccupazione costituisce ancora una delle principali fonti di inquietudine e di disagio sociale, gli impatti dell’introduzione dei robot nei cicli produttivi e di controllo di produzione vengono seguiti con molta apprensione da operai e impiegati. Tuttavia è bene ricordare che la paura che la tecnologia possa ridurre l’occupazione risale alla prima rivoluzione industriale e che la storia ha dimostrato come, nel giro di qualche anno o al massimo decennio dall’introduzione di innovazioni tecnologiche, la forza lavoro è stata capace di adattarsi al nuovo contesto e riqualificarsi riuscendo a inventare nuove professionalità. Basti pensare che circa un secolo fa il 60% dei lavoratori negli Stati Uniti era occupato in fabbriche o nelle campagne mentre oggi questa percentuale è scesa al 20%, ma da allora il mercato americano ha creato oltre 100 milioni di posti di lavoro. È pertanto probabile che il mercato del lavoro sia capace di coesistere con la robotica: nasceranno nuove professionalità, si creerà una domanda per prodotti artigianali ad alto valore aggiunto, aumenterà il bisogno di lavori con un alto contenuto creativo. Non solo. Proprio grazie ai robot si genera un abbattimento dei costi di manodopera che, tra le altre cose, potrebbe favorire fenomeni di “reshoring”, cioè il ritorno “a casa” di processi produttivi che erano stati spostati nei paesi emergenti alla ricerca di un più basso costo della manodopera. Ma, se diversi esperti concordano nel ritenere probabile che il numero (e la qualità) dei nuovi posti di lavoro che si vanno progressivamente a creare in tutta la filiera produttiva con l’arrivo dei robot possa essere maggiore rispetto a quelli persi, cosa si può dire sotto il profilo dell’investimento responsabile e sostenibile? Anche sotto questo aspetto sembrano non esserci controindicazioni: i robot (e i processi di automazione a essi connessi) vanno infatti spesso a sostituire impianti di produzione obsoleti e inquinanti a tutto vantaggio per l’ambiente e la sostenibilità.
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