Federal Reserve

Federal Reserve, Janet dice addio senza sciogliere l’enigma sul target di inflazione

Janet Yellen lascia la Federal Reserve con una disoccupazione ai minimi, ma con l’inflazione ancora non stabile: sarà Powell a spostare l’obiettivo verso un range variabile?

5 Febbraio 2018 - 9:57
L’era di Janet Yellen in qualità di presidente della Federal Reserve americana è giunta al termine e ora si proseguirà con Jerome Powell. “In ogni caso, i fondamentali rimangono di supporto e lo stimolo fiscale del governo dovrebbe fornire un ulteriore aiuto per raggiungere l’obiettivo di inflazione, sebbene una delle questioni fondamentali su cui rimanere aggiornati sia quella relativa all’obiettivo di inflazione in sé”, tiene a sottolineare Gary Kirk, Portfolio Manager di TwentyFour Asset Management. Il suo riferimento è al fatto che, mentre allo stato attuale delle cose il livello dell’inflazione target rimane saldamente ancorato al 2% e il mercato sembra essere caratterizzato da un alto tasso di chiarezza, qualcosa potrebbe ambiare nel prossimo futuro. APPROFONDIMENTO Il cambio di registro della Fed è una cattiva notizia per le obbligazioni “Secondo alcune indiscrezioni, la Fed starebbe pensando di impostare un range di valori di inflazione da raggiungere, piuttosto che un singolo numero. E questo ci riguarda da vicino”, specifica Gary Kirk. “E’ vero che un tale approccio potrebbe rendere la Fed più flessibile dal punto di vista della politica dei tassi – prosegue Kirk - ma è altrettanto vero che potrebbe anche provocare un senso di incertezza sul mercato. Ecco perché riteniamo che questo aspetto sarà uno dei fattori essenziali da tenere a mente nelle prime fasi di questo nuovo regime”. D’altra parte, che l’inflazione costituisca la questione fondamentale per i mercati in questo momento è fuori discussione. “La Fed ha notato come l’inflazione relativamente a beni diversi dal cibo e dalle fonti di energia continui ad essere sotto il 2%”, afferma Gary Kirk, che poi però ricorda come la stessa commissione si aspetti che l’attività economica si espanda a velocità moderata e che le condizioni del mercato del lavoro rimangano solide. APPROFONDIMENTO Mercati obbligazionari 2018, il punto con gli esperti di Vontobel “Ciò dovrebbe portare ad un rialzo dell’inflazione (su base annuale) e ad una sua progressiva stabilizzazione intorno all’obiettivo del 2%”, puntualizza Gary Kirk che infine si domanda se i prezzi al consumo stiano semplicemente rimanendo indietro a una ripresa dell’economia o sono destinati a restare innocui.
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