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Dazi commerciali, impatti differenti per i titoli azionari USA

Nelle ultime due settimane, sulla scia delle tensioni sui dazi commerciali, le azioni large cap USA hanno registrato perdite pari a tre volte quelle accusate dalle small cap.

26 Giugno 2018 - 7:06
L’attuale fase di correzione degli indici di Borsa americani è partita circa due settimane fa. Tuttavia, sebbene riguardi indistintamente tutti gli indici, segnala, in modo incontrovertibile, come le tensioni sui dazi commerciali potranno influenzare gli andamenti delle large, medium e small cap americane. Vediamo perché.

DOW JONES, UNA LUNGA SERIE DI RIBASSI

L’attenzione di alcuni attenti osservatori è stata rivolta alla serie di otto ribassi consecutivi registrata dall’indice Dow Jones Industrial Average (DJIA) inanellata tra martedì 12 e giovedi 21 giugno: qualcosa di davvero particolare e molto poco frequente. Se venerdì 22 giugno avesse chiuso ancora in rosso, la serie di 9 giorni di indice in territorio negativo sarebbe sta la più lunga dal febbraio 1978, quando l'indice veniva scambiato a poco meno di 750 punti, contro i circa 24.600 punti di oggi. [caption id="attachment_127409" align="alignnone" width="700"]L'andamento a giugno dell'indice DJIA (Fonte: fred.stlouis.org) L'andamento a giugno dell'indice DJIA (Fonte: fred.stlouis.org)[/caption]

IL CONFRONTO CON IL RUSSELL 2000

Dal 1896, cioè da quanto l’indice DJIA è stato ideato, ci sono stati solo 10 casi in cui la media ha aggregato 9 giorni di sedute consecutive in rosso mentre la serie più lunga di giornate di Borsa col segno meno della storia del DJIA è stata quella relativa ad un periodo di 14 giorni, che si è concluso nell'agosto del 1941. Tuttavia, sebbene tale sequenza sia un fatto estremamente insolito per il DJIA, per gli investitori può essere molto più istruttivo osservare cosa sia accaduto in queste due ultime settimane agli indici DJIA e Russell 2000.

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LE 30 BLUE CHIPS USA RISENTONO DEI DAZI COMMERCIALI

L’indice DJIA, che riflette l’andamento delle 30 blue chips per eccellenza di Wall Street, tra martedì 12 e giovedì 21 giugno l’indice DJIA è sceso del 3,3 per cento. Le perdite nel Dow Jones sono state in gran parte alimentate dalle crescenti tensioni sui dazi commerciali tra Stati Uniti e Cina. All'inizio della scorsa settimana, il presidente Donald Trump ha minacciato ulteriori 400 miliardi di dazi doganali contro la Cina, mentre Pechino ha fatto subito sapere di essere pronta, a sua volta, ad adottare misure in risposta alle mosse commerciali di Washington.

GRANDI CONGLOMERATI MULTINAZIONALI

Il tutto ha avuto un impatto notevole sul DJIA, in quanto le 30 compagnie incluse nel paniere sono principalmente enormi conglomerati multinazionali. Il grado di esposizione alle entrate dalle vendite e dai profitti all'estero è stato infatti uno dei fattori primari che ha determinato l’andamento del mercato negli ultimi tempi. Basti pensare, che nello stesso arco di tempo, la correzione dell’indice Russell 2000, rappresentativo delle azioni USA a piccola capitalizzazione ha lasciato sul terreno solo l’uno per cento.

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LE SMALL CAP ESPOSTE AL 78,6% AL MERCATO INTERNO

Secondo FactSet, le 30 aziende del DJIA ricavano in media soltanto il 52,8% dei profitti dagli Stati Uniti, il che significa che sono più a rischio di un'escalation delle tensioni sui dazi commerciali. Al contrario, le circa duemila aziende dell’indice Russell 2000, risultano esposte al mercato domestico per circa il 78,6%, garantendo quindi un cuscinetto maggiore contro qualsiasi escalation sui dazi commerciali.
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