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AAA America: cercansi piloti di aereo, ma anche muratori e carpentieri

Edilizia abitativa e trasporto aereo sono tra i settori che tirano di più in un’economia americana che viaggia ai massimi con la disoccupazione ai minimi. Il problema è che mancano i lavoratori, a centinaia di migliaia.

16 Agosto 2018 - 5:50
L’edilizia abitativa americana è tornata ai livelli pre-bolla dei mutui del 2007-2008, sia in termini di prezzi che di attività, mentre l’industria del trasporto aereo ha toccato i massimi di un arco temporale ben più lungo, quelli di prima dell’11 settembre 2001, quando l’attacco alle torri gemelle inferse un colpo micidiale al settore. Il problema è che oggi non si trovano addetti, scarseggiano i piloti ma anche i carpentieri e i muratori, nonostante siano mestieri ben pagati, anche se a livelli diversi. E, almeno per il trasporto aereo, non è solo un problema americano. La Boeing, il primo produttore di aerei del mondo, stima in 635.000 il numero dei posti vacanti di pilota da riempire a livello globale di qui a vent’anni.

IL RITORNO DEI PILOTI ESPATRIATI

Secondo un’inchiesta del Wall Street Journal la situazione del trasporto aereo americano è destinata a raggiungere presto il livello di crisi per la scarsità di piloti ed equipaggi. Le stime della Boeing sono impressionanti se si pensa che il numero di piloti oggi attivi tra Canada e Stati Uniti è circa 60.000, meno di un decimo del fabbisogno globale stimato a 20 anni. E le riserve di piloti disponibili si stanno asciugando, tutti o quasi quelli che erano migrati in Medio Oriente e Asia negli anni della crisi in cerca di paghe migliori sono tornati a casa, mentre si avvicina un’ondata di pensionamenti per motivi di età. Anche l’Aviazione militare, da sempre serbatoio di piloti per quella civile, offre sempre meno manodopera per i tagli alla spesa e la riduzione del personale, con circa 2.000 piloti attivi.

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LA CASA TIRA MA IL LAVORO NON  SI TROVA

La risposta sono paghe ancora più alte (oggi la media è 160.000 dollari con un salario d’ingresso di 50.000) e investimenti in formazione. Dall’aria alla terra ferma la situazione non è molto diversa.  Anche qui il problema sono i posti di lavoro che restano vuoti in un settore che ha recuperato il terreno perso dal 2008 e sta tirando. Mancano sopratutto i giovani, quelli di 24 anni o meno, che non hanno fatto il college, ma che potrebbero aspirare a salari interessanti. La scarsità è segnalata in ben 48 Stati americani da una recente analisi dell’Ufficio del Censimento federale.  I giovani che lavorano nelle costruzioni sono diminuiti del 30% e oltre dal 2005, il momento di massima espansione del mercato dell’edilizia abitativa.  La conseguenza è che si costruiscono molte meno abitazioni di quanto l’industria sia in grado di produrre, con l’effetto di spingere verso l’alto i prezzi delle case esistenti.

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TUTTI I COSTI SONO SALITI

Una delle vie d’uscita sarebbe ovviamente alzare ancora le retribuzioni in un settore che già comunque non paga poco i lavoratori. Ma rispetto a 12-13 anni fa il costo delle aree è aumentato, così come il costo dei materiali e soprattutto i costi burocratici e regolatori, e salari ancora più alti spingerebbero molte imprese fuori mercato costringendole a prezzi di vendita non sostenibili per l’aspirante acquirente. Anche perché non siamo più ai tempi della bolla, quando le banche finanziavano con il mutuo fino a ben oltre il 100% del valore stimato della casa. Oggi bisogna disporre di un tesoretto cash pari ad almeno il 30-40% del costo di acquisto, a seconda del merito di credito.
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