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Aziende di famiglia, dal 2006 fanno meglio della media del mercato azionario

Il Credit Suisse Research Institute ha pubblicato un nuovo rapporto sulle aziende a controllo familiare dimostrando che sovraperformano in ogni area geografica e in ogni settore.

11 Settembre 2018 - 9:18
Le aziende di famiglia continuano a registrare un’extra performance di mercato in ogni area geografica e in ogni settore. A certificarlo il “Credit Suisse Family 1000 nel 2018” pubblicato dal Credit Suisse Research Institute (CSRI) nel quale emerge che le aziende familiari nel lungo periodo evidenziano una crescita dei ricavi e una redditività più elevati in tutte le aree geografiche contribuendo al forte apprezzamento del mercato azionario registrato dal 2006.

UN UNIVERSO MONDIALE DI OLTRE 8.000 AZIENDE

Si tratta di un’analisi approfondita dal momento che il CSRI ha analizzato il proprio database di oltre mille aziende familiari quotate in borsa, suddivise per dimensioni, settore e area geografica, ed ha poi raffrontato le performance (finanziaria e borsistica) con quelle di un gruppo di oltre 7000 imprese non a controllo familiare a livello globale.

UN SEGMENTO INESPLORATO

"Le aziende a controllo familiare rappresentano una quota significativa delle società in molte parti del mondo, ma costituiscono al momento un segmento relativamente inesplorato in termini di area di ricerca e di analisi” ha dichiarato Michael O’Sullivan, Chief Investment Officer EMEA di Credit Suisse.

UN TARGET IDEALE PER GLI INVESTITORI

Non a caso il team CSRI è impegnato ad approfondire le ragioni che determinano le performance registrate dalle imprese a conduzione familiare. “Dalle nostre valutazioni emerge che queste società hanno livelli di crescita di ricavi e di margini migliori nonché bilanci meno rischiosi. Questo le rende un target ideale per gli investitori" puntualizza l’esperto.

PERFORMANCE FINANZIARIE MIGLIORI

Tra gli elementi chiave che emergono dall’analisi ce ne sono tre di particolare rilievo. In primis, la performance finanziaria risulta superiore a quella delle società omologhe non a controllo familiare. In particolare i margini operativi lordi (EBITDA) sono più elevati, i rendimenti del cash flow sono migliori e la leva finanziaria è più contenuta.

APPROCCIO CONSERVATIVO E A LUNGO TERMINE

In secondo luogo, questa tipologia di aziende preferisce una crescita conservativa e, di conseguenza, tende ad avere un approccio conservativo e a più lungo termine. Quindi meno ricorso, rispetto ad un’altra azienda non a controllo familiare, al finanziamento del debito e una maggiore flessibilità in virtù di un obiettivo di investimento a più lungo termine. Non avendo esigenze trimestrali impellenti (come invece accade per la maggior parte delle aziende quotate non a conduzione familiare) è possibile concentrarsi sull'orizzonte di crescita adeguato ottimizzando i margini e rendimenti.

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Un approccio che assicura scelte più moderate in termini di cash flow, con minore ricorso ai finanziamenti esterni, e, soprattutto, contribuisce all’extra rendimento in Borsa delle aziende familiari. Sovraperformance che, secondo l’analisi di Credit Suisse sulle aziende familiari (o controllate dai propri fondatori) dura dal 2006 e che ha visto Italia, Germania, India e Cina i paesi nei quali sono state registrate le migliori performance sulla distanza di 3, 5 e 10 anni.

RISCHIO SUCCESSIONE DA RIDIMENSIONARE

In terzo luogo, va ridimensionato il cosiddetto rischio di successione. Dal rapporto emerge infatti che negli ultimi 10 anni le imprese guidate dalla prima o dalla seconda generazione della famiglia controllante sono state in grado di realizzare performance rettificate per il rischio superiori rispetto alle loro omologhe con una maggiore tradizione familiare. Secondo gli analisti CSRI alla base di questo comportamento non ci sono ragioni legate alle sfide per la successione quanto al grado di maturità delle attività operative.
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