FAANG

Per le società FAANG il nuovo business è nel P2P lending

Il peer-to-peer lending permette alle aziende di ottenere finanziamenti senza passare per le banche. Un affare che i colossi dell’hi tech mondiale hanno intercettato

12 Dicembre 2018 - 8:32
Quando si menzionano le FAANG (Facebook, Apple, Amazon, Netflix e Alphabet-Google) si pensa subito ai 5 colossi statunitensi della tecnologia avanzata e al loro dominio nell’ambito degli smartphone, dei social media, dell’e-commerce e di Internet: un dominio talmente straripante da oscurare tutto il resto. Ma forse non tutti sanno che in realtà queste compagnie, e più in generale, i big della tecnologia avanzata, sono ormai delle vere e proprie piovre dai mille tentacoli. Disponendo di leve forti (costi contenuti e competitivi rispetto alle banche e accesso in tempo reale allo storico delle transazioni per assegnare un merito di credito interno ai richiedenti i finanziamenti) i big hi tech USA stanno puntando con forza al segmento dei prestiti alle PMI, sempre più abbandonate dalle banche e dalle società finanziarie tradizionali.

P2P LENDING

E’ il cosiddetto Peer-to-Peer Lending (P2P Lending), aziende che prestano denaro ad altre aziende su Internet. Di norma si perfeziona sui siti di compagnie di social lending, senza passare quindi attraverso i canali tradizionali delle società finanziarie e delle banche. Transazioni che, grazie al web e alla tecnologia, sono effettuate integralmente online permettendo la massima efficienza nei costi e, soprattutto, la completa tracciabilità dell’intera filiera, dal prestatore al richiedente il prestito. L’incontro tra domanda e offerta si registra sul web (in particolare su piattaforme digitali propriamente dette Marketplaces) attraverso l’intervento di un operatore professionale.

AZIENDE PIU’ PICCOLE SENZA FINANZIAMENTI

In parallelo, invece, dalla grande crisi del 2008-2009 è aumentata la scopertura dei finanziamenti alle aziende di più piccole dimensioni da parte delle istituzioni finanziarie tradizionali. Da una recente indagine a cura della Federal Reserve's Small Business Credit Survey, emerge che il 60% delle micro-aziende statunitensi non è riuscito a ottenere i finanziamenti richiesti lo scorso anno. Le aziende della tecnologia avanzata hanno fiutato l’affare e accelerano nel loro sviluppo nei prestiti online.

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AMAZON, ALIBABA, PAYPAL

Amazon negli Stati Uniti e Alibaba in Cina continuano a perfezionare le offerte del marketplace di finanziamento ai negozi. PayPal, leader nei pagamenti elettronici, vanta già cinque anni di esperienza nel segmento dei prestiti online e aveva inizialmente fissato un limite di 20mila dollari sui prestiti ma di recente lo ha alzato a mezzo milione: in virtù della tracciabilità delle transazioni storiche è in grado di stabilire, con un margine di errore quasi nullo, la onorabilità del debito da parte di un’azienda. Non solo. Grazie al prelievo in automatico di una quota da ogni transazione che il negozio effettua dopo il prestito, e imponendo allo stesso una permanenza minima di tempo sulla piattaforma, si assicura una fonte di liquidità sempre disponibile per ogni evenienza.

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CONCORRENZA AI COLOSSI BANCARI

Grazie a questo combinato disposto PayPal vantava al 30 settembre 2018 un miliardo di dollari prestati online (il doppio rispetto a 12 mesi prima) piazzandosi tra i cinque big dei prestiti online degli USA insieme a colossi bancari tradizionali quali Bank of America, Wells Fargo e J.P. Morgan Chase. Square, concorrente di PayPal nei pagamenti elettronici, ha invece annunciato nel trimestre una crescita del 34% anno su anno nei finanziamenti alle imprese. In pratica, i colossi della tecnologia avanzata e di internet stringono vincoli sempre più stretti non solo con i consumatori ma anche con l’economia reale per assicurarsi un futuro da protagonisti.

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