AllianceBernstein

Padroneggiare la volatilità azionaria è possibile: ecco come

È molto importante, sottolineano in AllianceBernstein, comprendere come il profilo di business di un’azienda determini il rischio di un titolo azionario

di Redazione 19 Dicembre 2019 - 14:25
L’andamento dei mercati azionari è influenzato da una pluralità di fattori. Un dato economico sfavorevole, le tensioni politiche o le variazioni dei tassi d’interesse possono determinare oscillazioni anche ampie dei prezzi delle azioni. In fondo, questa volatilità è il prezzo che occorre pagare per accedere a un asset class che presenta il maggior potenziale di rendimento nel medio-lungo termine, ma la volatilità, come osservano in AllianceBernstein, oltre a erodere le performance, conduce spesso a decisioni emotive che possono risultare deleterie da un punto di vista finanziario. Al di là di specifici eventi politici o economici che alimentano volatilità, le oscillazioni del mercato azionario sono, in ultima analisi, determinate dall’andamento collettivo dei singoli titoli e il profilo di rischio di ciascun titolo, a sua volta, deriva da aspetti fondamentali e ricercabili del suo modello di business e della sua strategia.

FIDUCIA NEI CASH FLOW: LA FONTE DEL RISCHIO

La fonte della volatilità di un singolo titolo, spiegano gli analisti di AllianceBernstein, deriva essenzialmente dalla fiducia degli investitori nei cash flow, nei flussi di cassa dell’azienda. Nei manuali di finanza il valore di un asset è pari alla somma dei cash flow futuri, scontati a un certo tasso; in presenza di una maggiore incertezza sui flussi di cassa, si adopera un tasso di sconto più elevato e si riduce di conseguenza la valutazione del titolo. Qualsiasi fattore che generi incertezza sui cash flow di un’azienda può quindi diventare una fonte di volatilità e il conto economico di un’impresa può offrire importanti indizi sulla sua resilienza o sulle vulnerabilità sottostanti.

L’ANDAMENTO DEL FATTURATO

Il punto di partenza dei conti economici è il fatturato che può essere imprevedibile e anche molto sensibile agli alti e bassi del ciclo economico, è il caso del settore automobilistico e della distribuzione al dettaglio, oppure all’equilibrio di domanda e offerta o, ancora, all’evoluzione della concorrenza e della tecnologia. Ci sono settori, come quelli dei beni di prima necessità e delle utility, che normalmente presentano una maggiore stabilità della domanda e dei prezzi, e dunque dei fatturati, e questi settori, come dimostra la ricerca di AllianceBernstein, tendono ad essere meno volatili.

CONTA ANCHE IL MODELLO DI BUSINESS

Ci sono poi da individuare i rischi per il cash flow dell’impresa e ancora la ricerca di AllianceBernstein dimostra che le aziende con una maggiore volatilità dei cash flow tendono anche ad evidenziare rendimenti azionari più volatili e ciò significa che la struttura del modello di business di un’azienda può essere anche una causa di volatilità.

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L’IMPORTANZA DELLA STRUTTURA DEI COSTI

I cash flow possono essere profondamente influenzati anche dalla struttura dei costi. I servizi e la distribuzione al dettaglio sono esempi di settori con bassa leva operativa, ossia di un peso ridotto dei costi fissi rispetto ai costi totali e ai ricavi, mentre le società con una leva operativa più elevata tendono ad avere costi fissi più alti a causa del maggior fabbisogno di capitale iniziale, come accade ad esempio nel settore estrattivo o automobilistico, oppure in virtù della forza lavoro fissa e tendono anche ad essere più sensibili al ciclo economico e all’evoluzione dei gusti e delle abitudini dei consumatori.

ASSUMERE RISCHI CALCOLATI, EVITARE ESPOSIZIONI INDESIDERATE

Con una migliore comprensione della relazione tra rischi aziendali specifici e volatilità di un titolo, un gestore attivo può valutare più efficacemente i rischi da assumere per ottenere i rendimenti desiderati e ridurre la variabilità che può pregiudicare la fiducia in un’allocazione. C’è un fondo a cinque stelle di AllianceBernstein, [tooltip-fondi codice_isin="LU0861579778"]AB Low Volatility Equity Portfolio[/tooltip-fondi], che adotta questo proprio approccio: investe in un portafoglio di azioni globali che presentano un valido potenziale di rendimento a lungo termine, ma cerca al tempo stesso di limitare la volatilità e di rafforzare la protezione nelle fasi di ribasso.
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