Brexit

Brexit senza accordo commerciale? Moody’s conferma il rating tripla A per i big dell’Ue

Nei prossimi mesi Regno Unito e Unione europea cercheranno un nuovo accordo per regolamentare la Brexit. Ma secondo Moody’s l’esito non inciderà sul profilo di credito dell’Ue

di Antonio Cardarelli 31 Gennaio 2020 - 13:39
Mentre a Londra è tutto pronto per il Brexit Day, l’agenzia di rating Moody’s torna ad analizzare il profilo di credito dei Paesi dell’Unione europea. Anche nell’ipotesi peggiore, cioè quella di un’uscita senza accordo alla fine del periodo di transizione che durerà per tutto il 2020, secondo gli esperti il rating dei più grandi Paesi dell’Ue resterà sul livello più elevato: la tripla A.

TUTTO FERMO DURANTE IL PERIODO DI TRANSIZIONE

Nei prossimi mesi, fino al 31 dicembre 2020, la Brexit non avrà effetti concreti nel rapporto tra Unione europea e Regno Unito. Il Paese guidato da Johnson continuerà a far parte del mercato unico nel rispetto delle norme vigenti, a partire per esempio dalla possibilità, per i cittadini dell’Ue, di entrare senza passaporto.

CONTRIBUTO AL BILANCIO EUROPEO

Allo stesso modo, per tutto il periodo di transizione il Regno Unito continuerà a contribuire al bilancio europeo secondo gli accordi già presi. Nessuno scossone in vista, quindi, secondo gli analisti di Moody’s che mettono poi in risalto la stabilità dei Paesi membri dell’Ue con alto profilo di rating come Germania, Francia e altri Paesi nordici.

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PROFILO DI CREDITO RESILIENTE

"Anche se la Ue e Gran Bretagna non dovessero riuscire a raggiungere un accordo commerciale entro la fine del 2020 od oltre se il periodo di transizione dovesse venire esteso - ha detto Steffen Dyck, Moody's Vice President - il profilo di credito della Ue sarà resiliente all'impatto. A nostro parere la disponibilità e capacità dei Paesi membri di fornire un supporto straordinario alla Ue rimarranno molto saldi nonostante l'uscita del Regno Unito”.

RISCHIO PER I SINGOLI PAESI

A rischiare di più, in caso di mancato accordo, sarebbero i singoli Paesi europei che hanno legami commerciali più forti con il Regno Unito. Tra questi non solo l’Irlanda, ma anche Belgio e Paesi Bassi. "Tuttavia - conclude Moody's - un qualsiasi impatto sul profilo di credito della Ue sarebbe trascurabile in considerazione dell'attesa di Moody's di una stabilità del merito di credito dei Paesi europei con rating più alto così come del continuo supporto per le istituzioni europee".

ECONOMIA GB PIÙ DEBOLE

"Il periodo di transizione che dura fino a dicembre risulterà con ogni probabilità in un rapporto meno stretto fra Gran Bretagna e Ue che indebolira' strutturalmente l'economia britannica - ha detto Colin Ellis, Moody's Managing Director, Credit Strategy e co-autrice del rapporto - Le più deboli condizioni macreconomiche derivanti da un passaggio a un accordo di libero scambio avranno effetti negativi indiretti sul profilo di credito sovrano del Regno Unito e sulle emittenti correlate cosi' come su assicurazioni, porti e banche".
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