Focus sul mercato

“Non siamo di fronte a una fuga dal rischio”

Secondo gli esperti di Euromobiliare AM SGR le asset class di rischio dovrebbero continuare ad essere supportate sia dalla politica monetaria accomodante della Fed e sia dai dati macro in ripresa

di Leo Campagna 9 Settembre 2020 - 8:23
Il lungo rally dei mercati finanziari e, più in particolare, quello delle asset class di rischio, ha conosciuto una improvvisa frenata da giovedì 3 settembre con il Nasdaq che ha lasciato sul terreno più del 6% in due sedute. Un movimento inatteso che ha riverberato i suoi effetti su tutti i principali listini arrivando a coinvolgere il mondo del credito, in particolare l’high yield, fino alle materie prime.

NON SEMBRA ESSERE UN MOVIMENTO RISK-OFF IN PIENA REGOLA

Un incremento della volatilità che non è stato possibile proteggere con i governativi risk-free, dal momento che il rendimento del Treasury decennale è rimasto sostanzialmente invariato, con una discesa delle aspettative di inflazione compensata dall’aumento della componente reale. “Osservando la stabilità degli strumenti che di norma funzionano da hedge in contesti di stress, come lo yen, emerge la sensazione che non si sia trattato di un movimento risk-off in piena regola. Stesso discorso nell’universo delle commodity, all’interno del quale se il petrolio ha accusato un -6,9% l’oro è scivolato del 2,4%” fanno sapere gli esperti di Euromobiliare AM SGR.

LE RAGIONI DELLA CORREZIONE

Secondo i quali, alla base di queste generalizzate prese di profitto figurano sia condizioni di estremo ipercomprato sui titoli guida che hanno registrato fenomenali rialzi, sia aspetti tecnici legati all’attività in derivati e, probabilmente, anche la difficolta nel metabolizzare i recenti annunci della Federal Reserve.

IL PICCO DI VOLATILITÀ SEMBRA DESTINATO A RIENTRARE

“Nel complesso, riteniamo che non ci siano al momento le condizioni per considerare quanto accaduto un vero risk-off. Le asset class di rischio dovrebbero infatti continuare ad essere supportate sia dalla politica monetaria accomodante della Fed e sia dai dati macro in ripresa. Certo non si può escludere nel breve termine una fase laterale di alcune settimane, che risulterebbe del tutto fisiologica alla luce dei guadagni accumulati dai minimi di marzo, ma riteniamo che il picco registrato sulla volatilità implicita dell’azionario sia destinato a rientrare”, spiegano i professionisti di Euromobiliare AM SGR.

LA RIUNIONE DI GIOVEDÌ DELLA BCE

I quali, infine, guardando alla riunione della Bce in programma giovedì 10 settembre, ritengono probabile un orientamento espansivo ma fermo sulle misure già adottate. “Gli investitori concentreranno l’attenzione sull’aggiornamento delle stime di inflazione che dovrebbero delineare un quadro di ampia e prolungata distanza dall’obiettivo del 2,0%. Uno scenario che richiederebbe una ulteriore espansione monetaria nei prossimi mesi, che potrebbe configurarsi come estensione del PEPP di 500 miliardi di euro fino a tutto il 2021”, specificano gli esperti di Euromobiliare AM SGR.
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