Asset allocation

I mercati archiviano un gennaio debole ma senza allarmi veri

Gli esperti di Euromobiliare SGR sottolineano la debolezza insolita di tutte le asset class in partenza d’anno ma ritengono che siamo comunque nell’alveo della normalità, anche se dal Vix arriva qualche avvertimento

di Virgilio Chelli 3 Febbraio 2021 - 10:03
I mercati erano entrati nel nuovo anno sulla scorta di attese positive, anche perché tradizionalmente si verifica il fenomeno noto come ‘January Effect’, vale a dire prezzi degli asset in salita perché gli investitori impostano strategie e portafogli per il resto dell’anno. Gennaio 2021 si è invece chiuso con un bilancio complessivamente negativo per tutte le asset class. Sul versante del reddito fisso, un andamento non troppo brillante della duration era nelle attese, mentre le prese di profitto che hanno investito il comparto azionario negli ultimi dieci giorni è risultata sorprendente rispetto al consenso iniziale.

LA CURVA DEI TASSI USA NELLA NORMA

Sono le osservazioni degli esperti di Euromobiliare SGR, secondo cui l’irripidimento della curva dei rendimenti americana, guidata dalla salita dei tassi sulle scadenze lunghe dei T-bond, ha accelerato sulla scorta della mini onda blu che ha consegnato anche il Senato Usa ai Dem a inizio anno, ponendo le premesse per nuovi e significativi stimoli fiscali. In ogni caso, anche a prescindere dagli ultimi sviluppi a Washington, secondo gli esperti di Euromobiliare la curva di fatto sta seguendo la classica traiettoria di irripidimento che ha caratterizzato le fasi di uscita dalle precedenti recessioni e che, all’attuale livello di 100 punti base non appare ancora completata, come mostra il grafico qui sotto.

CORREZIONE FISIOLOGICA

La debolezza dell’azionario invece sembra ricadere, almeno per ora, nell’ambito di una correzione definita dagli esperti di Euromobiliare SGR “fisiologica”, a fronte di multipli che si erano molto espansi e di un sentiment che si era fatto estremamente positivo dopo il sensazionale rally partito a novembre dopo le elezioni americane. Sono bastati dati macro deboli in Europa, difficoltà nella produzione e distribuzione dei vaccini e, in ultimo, evidenti eccessi speculativi nell’attività in opzioni, ad innescare uno storno che ha investito prima i settori ciclici, poi i temi della crescita secolare ed infine ha colpito in maniera generalizzata. Gli esperti di Euromobiliare SGR notano che a livello geografico i listini europei hanno pagato il conto più salato, ma anche gli emergenti hanno perso terreno. Da notare che, nonostante il molto parlare di rotazione a fine 2020, il ripiegamento ha investito ugualmente sia le azioni ‘growth’ che quelle ‘value’, come mostra il grafico.

IPOTESI CORREZIONE

Gli esperti di Euromobiliare SGR aggiungono che diversi fattori, come spread e yen, sembrano confermare l’ipotesi di una correzione, ma spiegano che non si tratta di un vero e proprio “risk-off”. I differenziali di credito infatti si sono allargati ma in maniera molto contenuta, e la divisa nipponica, che di norma funge da bene rifugio, si è addirittura deprezzata. Unico possibile campanello d’allarme è quello del VIX, l’indice di volatilità implicita dell’S&P500, che è balzato da 23 a 37, con un incremento del 60%, in un solo giorno, per chiudere gennaio a 33. https://vimeo.com/507551749 Gli esperti di Euromobiliare SGR ricordano che sopra quota 30 siamo a livelli elevati, ma se il VIX viene confrontato con altre variabili macro o di mercato, come ISM Manifatturiero o spread del comparto High Yield, lascerebbe presupporre che si avvii a una rapida normalizzazione. D’altra parte, secondo gli esperti di Euromobiliare SGR, non si può escludere che l’andamento delle borse resti altalenante ancora per qualche seduta.

ATTESA PER I DATI MACRO

Gli investitori ora guardano ai dati macro in arrivo, tra cui spicca l’aggiornamento sul mercato del lavoro americano a gennaio, in arrivo in chiusura di settimana. Secondo gli esperti di Euromobiliare SGR dovrebbe tornare a prevalere il trend di graduale creazione di nuovi posti di lavoro, che ha caratterizzato gli ultimi mesi, dopo la battuta d’arresto registrata a fine 2020 con una perdita di occupati pari a 140 mila unità.
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