Columbia Threadneedle Investments

Gli utili globali sono destinati a crescere più delle attese

Columbia Threadneedle concentra le proprie allocazioni sull’azionario che genera “crescita intelligente”, come Asia emergente e Giappone, abbinato a titoli USA di maggior qualità e a un mix di corporate bond

di Virgilio Chelli 15 Marzo 2021 - 20:00
La stagione degli utili societari del quarto trimestre è stata sorprendentemente solida in quasi tutte le aree geografiche facendo aumentare le aspettative per il 2021 e il 2022 anche oltre le stime di consenso già ottimistiche. La crescita degli utili è abbastanza forte da garantire rendimenti totali soddisfacenti per le azioni, anche nell'eventualità di un qualche arretramento, mentre lo scenario leggermente ribassista per i multipli prezzo/utili è già inglobata nei prezzi. Resta tuttavia da vedere quanto in profondità si possono spingere le spinte ribassiste.

CAUTELA SUI TITOLI DI STATO ‘CORE’

Sono le conclusioni di Maya Bhandari, Gestore di portafoglio Multi-Asset di Columbia Threadneedle Investments, che nel suo aggiornamento multi-asset mensile spiega che nei suoi portafogli ha concentrato le allocazioni di rischio nei mercati azionari con utili che generano una crescita "intelligente", come Asia emergente e Giappone, che hanno elevata esposizione al miglioramento del quadro globale, a cui abbina azioni USA di maggiore qualità e un mix di obbligazioni societarie, mentre per ora resta cauta sui titoli di Stato core.

RIPRESA PODEROSA DI ECONOMIA E UTILI

L’esperta di Columbia Threadneedle sottolinea che la ripresa dell'economia e degli utili dagli effetti del Covid-19 è stata e continua ad essere più poderosa del previsto, ma aggiunge che l'aumento del costo del capitale da livelli bassissimi, come osservato soprattutto nelle ultime settimane, è un rischio non da poco. In particolare, la forte correzione dei mercati dei tassi sovrani nelle ultime settimane sembra rispecchiare i crescenti timori di un "errore politico" ad opera della Fed che potrebbe anticipare i cosiddetto tapering di un anno o più, e il mercato si chiede se sia ora di prendere le distanze dall'idea di rendimenti obbligazionari bassissimi. La risposta di Bhandari è: dipende, soprattutto dall'interazione di tre forze: i fattori che spingono al rialzo i rendimenti, la risposta di politica e banche centrali, e la capacità degli utili di crescere al ritmo serrato previsto.

RIALZO GUIDATO DAI RENDIMENTI REALI

Un aumento moderato dei rendimenti obbligazionari tende infatti ad essere associato all'accelerazione della crescita, e dunque giova alle azioni perché imprime slancio a utili e flussi di cassa attesi, ma bisogna capire bene cosa accade in profondità nell’universo tassi, soprattutto a livello di rendimenti reali. Tra inizio novembre 2020 e metà febbraio, osserva Bhandari, i rendimenti reali hanno ceduto circa la metà dell'aumento del costo del capitale implicito nella risalita dei tassi di pareggio, ma poi la situazione è mutata e proprio i rendimenti reali hanno guidato il rialzo, favorendo le azioni value ma meno le azioni growth, che avevano invece enormemente beneficiato della discesa dei rendimenti reali.

I PRECEDENTI DEL 2013 E DI FINE 2018

Le aspettative inflazionistiche hanno comunque già percorso molta strada insieme al petrolio e ad altri indicatori di pressioni sui costi, ma l’esperta di Columbia Threadneedle osserva che le variazioni dei rendimenti reali possono riflettere un'infinità di fattori, comprese le aspettative di crescita e le politiche della Fed. Durante il "malumore da tapering" del 2013 e nel quarto trimestre 2018 i rendimenti reali sono stati altamente destabilizzanti per i mercati a rischio, che hanno giudicato sbagliate le mosse della Fed, mentre gli aumenti dei rendimenti reali coincisi con la riforma fiscale di Trump del 2016-2017 hanno invece innescato energici rialzi nei mercati degli asset rischiosi.

LA FED LASCERÀ CHE L’ECONOMIA SI SCALDI

Ora, sulla spinta della ripartenza delle economie e degli imponenti stimoli aggiuntivi di Biden, i rendimenti reali potrebbero facilmente aumentare. Molto dipenderà dalla Fed, sia in termini della capacità di ri-ancorare la curva dei rendimenti che di guardare oltre quello che sarà un brusco aumento dell'inflazione nella seconda parte dell'anno. Non è detto che la Fed interverrà con urgenza, anche perché il suo obiettivo è consentire all'economia di "riscaldarsi", il che è incompatibile con il fatto che i mercati inglobino nei prezzi un inasprimento prematuro delle politiche monetarie.
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