La Borsa di New York

Wall Street inizia la settimana senza spunti, Tesla in calo dopo stop alla produzione 

Gli indici della Borsa di New York deboli in avvio, dopo una settimana positiva. La segretaria al Tesoro Usa Yellen apre ad aumenti del tasso di interesse. Petrolio poco mosso dopo record

di Fabrizio Arnhold 7 Giugno 2021 - 13:35
La Borsa di New York inizia la settimana senza spunti, complice l’assenza di grandi appuntamenti macroeconomici. Gli indici arrivano da una settimana positiva, durante la quale sono stati pubblicati il rapporto sull’occupazione per il mese di maggio e gli altri dati che danno segnali positivi per l’economia. Il Dow Jones apre a +0,13%, lo S&P 500 a -0,01%, il Nasdaq a -0,05%.

FED E INFLAZIONE

Oggi la segretaria al Tesoro Usa, Janet Yellen, ha dichiarato in un’intervista a Bloomberg che il piano di spesa da 4mila miliardi di dollari dell’amministrazione Biden sarà un bene per il Paese, anche se dovesse comportare un aumento dei tassi di interesse, che rappresenterebbe un “plus”.

IL PRESIDENTE USA IN EUROPA

A metà settimana il presidente Usa, Joe Biden, inizierà il suo primo viaggio all’estero con la first lady Jill che lo accompagnerà in Europa per partecipare al summit G7 in Cornovaglia. In programma l’incontro con il premier britannico Johnson e con la regina Elisabetta II. Il viaggio poi proseguirà con l’incontro del presidente russo Putin.

OCCHIO A TESLA

Sul fronte azionario, Tesla cede l'1,5% in apertura, dopo che il patron Elon Musk ha annunciato di aver cancellato la produzione della Model S Plaid+, la versione più accessoriata e costosa della Model S, che avrebbe dovuto avere un’autonomia di oltre 800 chilometri. La prossima settimana sarà disponibile la Model S Plaid, con un’autonomia di 630 chilometri. Venerdì Tesla era stato il secondo miglior titolo sullo S&P 500, spinto dalle indiscrezioni su nuovi punti vendita da aprire in India. Da seguire anche il titolo caldo dei cinema AMC dopo il rally dei giorni scorsi. Il petrolio Wti al Nymex cede lo 0,17% a 69,50 dollari al barile, dopo aver chiuso la scorsa settimana sui massimi da oltre due anni e mezzo, sulle rassicurazioni di aumenti di produzione graduali da parte dei Paesi Opec+.
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