La survey

Economie emergenti in ritardo, attenzione alle materie prime

Gli indici Pmi testimoniano una ripresa più rapida per i mercati sviluppati, mentre un sondaggio di Bank of America indica le materie prime come il trading più affollato

di Virgilio Chelli 21 Giugno 2021 - 8:51
La pandemia sembra aver cambiato le carte in tavola anche nella competizione per la crescita economica tra Paesi Sviluppati e Emergenti, penalizzati dalle difficoltà a contenere il virus, dalle terze e quarte ondate e dalla lentezza nelle vaccinazioni.

I VALORI

Gli indici PMI, che dicono se l’attività di manifattura e servizi è in espansione (sopra 50) o in contrazione (sotto 50), a maggio hanno fotografato un mondo diviso in due, con le economie sviluppate saldamente sopra lo spartiacque, Usa in testa, e i giganti emergenti che arrancano un po’, soprattutto India e Brasile, mentre la Cina si tiene appena sopra la linea di demarcazione, come mostra il grafico qui sotto. [caption id="attachment_185202" align="alignnone" width="945"]Indici PMI compositi di maggio delle principali economie Indici PMI compositi di maggio delle principali economie[/caption] In settimana sono in arrivo le letture preliminari di giugno per Stati Uniti, Australia, Gran Bretagna e Eurozona, che a maggio ha registrato il livello più alto da febbraio 2018. Un altro fattore che potrebbe non giocare a favore degli Emergenti sono le commodity, i cui prezzi sono reduci da un potente rally che ha aiutato soprattutto queste economie, ma che ora potrebbe essere a fine corsa.

IL SONDAGGIO DI BOFA

Una recentissima survey di BofA Securities, condotta su 224 grandi gestori a inizio giugno, rivela infatti che il trading sulle commodity è il più affollato tra i vari mercati, dai titoli tech al bitcoin, dai Treasury alle strategie ESG. Una lettura ‘contrarian’ del sondaggio suggerisce che potremmo essere in presenza di una bolla che sta per sgonfiarsi, quando in una barca sono tutti su un’estremità è verosimile che qualcuno cominci a spostarsi su quella opposta.
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