Mercati

Neuberger Berman: l’azionario ha ancora potenziale di rialzo sulla spinta degli utili

Alla vigilia della stagione delle trimestrali Usa, Neuberger Berman sottolinea l'importanza degli utili e prevede che quelli del secondo trimestre si confermeranno positivi dando nuova spinta

di Virgilio Chelli 7 Luglio 2021 - 5:50
Se gli utili del secondo trimestre, la cui stagione sta per aprirsi in America, si rivelassero ancora una volta straordinariamente robusti, potrebbero favorire il prolungamento della fase positiva dei mercati azionari, nonostante le valutazioni elevate. Neuberger Berman ritiene che il momentum degli utili debba continuare, e che il mercato si confermerà resiliente anche di fronte ai cambi di orientamento della Banca Centrale, determinando un potenziale di rialzo nei mercati azionari, in concomitanza con la pubblicazione degli utili, non solo questo trimestre, ma per parecchi altri ancora.

GUARDARE GLI UTILI PIÙ DEI MULTIPLI

Nel suo commento settimanale, Joseph V. Amato, President and Chief Investment Officer – Equities, di Neuberger Berman, rileva che i dibattiti sulle aspettative d’inflazione, sulle politiche delle banche centrali, sui rendimenti dei Treasury e sulle politiche fiscali sono tutti elementi di un quadro che costringe gli investitori a cercare il bandolo della matassa del mercato, focalizzandosi sulla sensibilità delle valutazioni ai tassi di interesse e sul braccio di ferro tra le azioni growth e quelle value, più legate al ciclo economico. Ma su un orizzonte temporale più ampio, Amato sottolinea che è la crescita degli utili, non i multipli, a rappresentare la determinante più importante dei rendimenti azionari, e ricorda che dagli anni Sessanta del secolo scorso la crescita degli utili in posizioni detenute per oltre tre anni ha evidenziato una correlazione dell’80-90% con i rendimenti azionari.

STIME DEGLI ANALISTI PUNTANO AL RIALZO

Adesso arriva in America la stagione degli utili del secondo trimestre, che quasi sicuramente farà segnare dei record sul fronte della crescita, ed è importante che gli investitori non si lascino sfuggire gli sviluppi significativi di questi fondamentali. Amato sottolinea che il contesto attuale è di crescita elevata, che si rifletterà verosimilmente negli utili. Nel primo trimestre quelli delle società dell’S&P 500 hanno segnato un rialzo del 50% rispetto a un anno prima, ma secondo gli analisti nel secondo dovrebbero segnare il picco con una crescita oltre il 65%. Le stime di Neuberger Berman sono più prudenti e puntano al 47%, nella previsione che saranno i settori della finanza e dell’energia a guidare la performance, essendo i più sensibili al ciclo, mentre anche i servizi discrezionali, come alberghiero, intrattenimento, ristorazione e viaggi, particolarmente aerei, dovrebbero mettere a segno performance robuste.

FORTE CRESCITA ATTESA IN EUROPA

Il tema che non riguarda solo gli Stati Uniti, secondo Refinitiv le società dello STOXX Europe 600 hanno visto gli utili del primo trimestre crescere del 96% sull’ annuo e la stima di crescita del secondo trimestre prospetta un aumento del 104%. Di solito la crescita degli utili delle grandi aziende europee è inferiore a quella delle aziende USA, ma quest’anno potrebbe accadere il contrario, secondo Amato, mentre anche le società dell’MSCI Emerging Market Index potrebbero sovraperfomare, con stime degli utili 2021 che parlano di una crescita del 50% sempre sull’anno.

AZIONI NON A BUON MERCATO

Per valutare le implicazioni in termini di prospettive di rendimento per i prossimi 6-12 mesi bisogna guardare anche le valutazioni, che vedono le azioni statunitensi ed europee tutt’altro che a buon mercato, e tenere conto che di solito i mercati non si muovono al rialzo in linea retta. Secondo Amato, una certa volatilità è nell’ordine delle cose per un ciclo rialzista, in particolare quando le banche centrali adattano le proprie politiche monetarie al progressivo concretizzarsi della ripresa.

GLI UTILI RESTANO LA STELLA POLARE

Ma l’esperto di Neuberger Berman è comunque dell’avviso che per gli investitori sia molto più utile focalizzare l’attenzione sugli utili anziché porsi troppi interrogativi sugli effettivi rendimenti dei Treasury chiedendosi se saranno l’1,5% o il 2%, specialmente se si considera il robusto tasso di crescita di quegli utili.
Trending