Politica monetaria

La Fed lascia i tassi fermi e rassicura Wall Street, bene il Nasdaq

Tassi invariati e prossimo rialzo non in vista. L’azionario americano si muove sopra i minimi intorno alla parità, bene soprattutto i tecnologici anche sulla spinta delle buone trimestrali di Apple, Google e Microsoft

di Virgilio Chelli 29 Luglio 2021 - 6:16
Nell’ultima riunione prima della pausa agostana il FOMC della Fed ha tenuto i tassi fermi in prossimità dello zero, ha riscontrato ulteriori progressi dell’economia nonostante la diffusione delle varianti del virus, ma ha anche affermato che non sta in alcun modo prendendo in considerazione un rialzo dei tassi di interesse. Il nostro approccio non è mai stato così trasparente. Non abbiamo ancora conseguito progressi sostanziali, e c’è ancora cammino da fare prima di arrivare a una decisione di aumentare i tassi, è l’indicazione inviata sia dal comunicato rilasciato dopo la riunione del FOMC che dalle parole pronunciate in conferenza stampa dal presidente della banca centrale Jerome Powell.

BUONA REAZIONE SOPRATTUTTO DEL NASDAQ

La reazione del mercato è stata particolarmente positiva per il Nasdaq, che notoriamente non gradisce tassi di interesse più alti che non premiano i titoli ‘growth’, anche sulla spinta della positiva tornata di trimestrali rilasciata dai big tech Apple, Google e Microsoft. Ma ancora di più ha apprezzato le indicazioni della Banca Centrale l’indice Russell 2000, che rappresenta le mid cap della Borsa di New York, che evidentemente apprezzano tassi di interesse che restano estremamente bassi e che consentono di cavalcare la ripresa facilitando l’accesso al credito. La Fed ha preso atto di “progressi” in direzione dei suoi obiettivi di occupazione e inflazione, ma ha anche notato che i settori più colpiti dalla pandemia non si sono ancora “completamente ripresi”.

INFLAZIONE SEMPRE DOVUTA A FATTORI TEMPORANEI

Presa d’atto anche che l’inflazione è salita, ma riflettendo soprattutto fattori transitori, per cui le condizioni finanziarie restano accomodanti per sostenere l’economia e il flusso del credito alle imprese e alle famiglie. Powell ha anche citato le minacce che la pandemia e le sue varianti continuano a rappresentare, ma ha aggiunto di non temere un forte impatto economico, notando che a ogni ondata corrispondono effetti sempre più limitati. Con la Fed che verosimilmente terrà i tassi fermi fino alla fine del 2022, ora gli investitori si interrogano sulla tempistica di una possibile riduzione degli acquisti, che oggi viaggiano al ritmo di 120 miliardi di dollari al mese.

REAZIONE ORDINATA DEI TREASURY

Il mercato obbligazionario ha reagito con tranquillità alle decisioni della Fed con il rendimento del Treasury a 10-anni che si è tenuto stabile in area 1,25%, vicino comunque ai livelli più bassi dell’anno, mentre il dollaro si è indebolito contro euro che si è portato sopra quota 1,18. Gli investitori osservano che se da un lato l’inflazione suggerisce che la Fed dovrebbe cominciare a stringere, dall’altro il quadro del mercato del lavoro indica che siamo ancora lontani da livelli che possano giustificare una svolta nella politica monetaria, mentre restano anche se non a livello di allarme le preoccupazioni di un rallentamento indotto da nuove ondate di contagi.
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