Tasse sugli immobili

Con l’aggiornamento del catasto, Imu più cara sulla casa

Il Mef diffonde un documento che riapre il dibattito sulla riforma del catasto. Le informazioni saranno incrociate con la dichiarazione redditi

di Fabrizio Arnhold 30 Agosto 2021 - 10:12
La casa è sempre stata al centro delle attenzioni del Fisco. E non è certo per caso. Secondo un rapporto pubblicato dalla Banca d’Italia, i proprietari di immobili in Italia sono 25.500.000. La percentuale di proprietari di case è pari a quasi il 73% (dati Mef); solo il 51,9% dei tedeschi abita in casa di proprietà, la quota in Francia arriva al 63,5%. Supera il valore italiano la Spagna, dove il 78,2% della persone possiede un immobile. Casa spesso fa rima con tassa.

IL DOCUMENTO DEL MEF

La casa e il catasto sono tornati sotto la lente dopo che il ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) ha inviato alle Agenzie fiscali (Entrate, Riscossione, Demanio e Dogane) l’Atto di indirizzo 2021-2023, in cui si raccomanda di “presidiare la qualità e la completezza delle banche dati catastali”, con un “costante aggiornamento dell’Anagrafe immobiliare integrata”.

LOTTA ALL’EVASIONE

Il fine è quello di attribuire ad ogni immobile caratteristiche corrette, verificando dimensioni, posizione geografica, quotazioni di riferimento, titolari di diritti e quote. Le informazioni vanno usate, si legge sempre nel documento del Mef, “integrando le banche dati immobiliari con le informazioni desunte dalla dichiarazione dei redditi, anche nell’ottica di una più equa imposizione fiscale”. Detto in altre parole, lo sforzo è sempre lo stesso: ridurre l’evasione fiscale, con l’intento di fare emergere gli immobili non denunciati.

LA REVISIONE DELLE RENDITE

L’invio del documento del Mef ha riportato sotto i riflettori l’annosa questione che riguarda la revisione delle rendite. Bisogna tenere presente l’invito fatto dalla Commissione europea, che ha chiesto all’Italia un riequilibrio dei carichi fiscali con l’alleggerimento dell’imposizione sul lavoro e la riforma dei valori catastali non aggiornati. La riforma del catasto è un argomento di cui si parla dal 2015, quando fu proprio stoppata una revisione che pareva imminente e che riguardava, tra l’altro, i metri quadri e non più i vani. Il ragionamento è piuttosto semplice: se aumentano le rendite, cresceranno anche le imposte, a partire dall’Imu. A meno che non siano riviste, al ribasso, le aliquote.

LA RIFORMA DEL CATASTO

Il documento del Mef è un invito, non certo una presa di posizione vincolante. Ma il rischio, per i proprietari da casa, è che questo “possa fungere da indirizzo politico al governo per la predisposizione della legge delega sulla riforma fiscale”. La riforma del Fisco che è allo studio del governo Draghi, al momento, non riguarda anche il catasto.

RISCHIO IMU PIÙ SALATA

La questione resta aperta. Se il governo si interesserà della riforma del catasto, il valore fiscale degli immobili dovrebbe adeguarsi a quello di mercato. Per una tassazione più equa. Diversamente accade che nelle città in cui il valore catastale supera quello di mercato, il proprietario si trova a sborsare una tassa sulla casa in proporzione più salata, a parità di aliquota, con un imponibile Imu in media superiore al prezzo di mercato. Succede più di frequente in piccole città o in periferia. All’opposto, ci sono poi capoluoghi - questo è anche il caso di grandi città come Milano e Venezia - dove nonostante l’impatto della crisi da Covid-19, il valore di mercato è superiore a quello catastale. Ecco perché una razionalizzazione dei registri sarebbe auspicabile. I proprietari, però, sperano senza dover mettere mano al portafoglio.
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