Ipo in arrivo

Le auto elettriche di Rivian a Wall Street valgono 80 miliardi di dollari

La startup up ha annunciato di aver presentato i documenti alla SEC per la quotazione a New York

di Mauro Speranza 2 Settembre 2021 - 6:28
Una società che non ha ancora prodotto un'auto ma che già aspira a diventare l'anti-Tesla e si quota a Wall Street. Si tratta di Rivian, startup di veicoli elettrici che lo scorso 27 agosto ha annunciato di aver presentato alla Securities and Exchange Commission (SEC) tutti i documenti necessari per la quotazione a New York. La società stima una valutazione iniziale di 80 miliardi di dollari, superiore a quella di General Motors (71,4 miliardi) e Ford (52,6 miliardi) anche se la strada per avvicinarsi al valore di Tesla appare ancora lunga, visti i 720 miliardi di dollari della società di Elon Musk. L’Ipo dovrebbe svolgersi dopo che la Sec (la Consob americana) avrà completato il suo processo di revisione, soggetto al mercato e ad altre condizioni, spiegava la nota della società.

AMAZON FINANZIA RIVEN

Riven, società con sede a Irvine (Los Angeles) è stata fondata nel 2009 da RJ Scaringe e impiega circa 7mila persone. Dalla sua fondazione ha raccolto più fondi di qualsiasi altra startup al mondo, per una cifra complessiva di 10,5 miliardi di dollari. Tra i grandi a credere in Riven c'è il Climate pledge fund di Amazon, con 2,5 miliardi di dollari finanziati.

ACCORDO GIÀ NEL 2019

La società di Jeff Bezos aveva già annunciato nel 2019 un accordo con Riven per la fornitura di 100mila veicoli elettrici da destinare alle consegne, entrati in circolazione a Los Angeles già nel corso dello scorso febbraio. Tra gli altri finanziatori troviamo Ford, Cox Automotive, T. Rowe Price, Fidelity, D1 capital partners e BlackRock.

LA 'QUASI' CASA AUTOMOBILISTICA

Tra pandemia e carenza dei chip che sta colpendo anche il settore delle auto, Riven ancora non è riuscita a produrre nessun veicolo. A fine luglio la società aveva annunciato il rinvio a settembre 2021 dell'inizio della produzione nell'ex stabilimento Mitsubishi di Normal, nell'Illinois, già previsto nel coso del 2020. La società aveva spiegato che il rinvio della produzione era stato causato proprio dalla carenza di chip, problema destinato a perdurare. CARENZA DI CHIP “Anche se nuove fabbriche di chip sono in costruzione in varie parti del mondo, le filiere produttive non possono essere avviate in tempi brevi. Credo che saranno necessari diversi mesi, forse anni”, spiegava Michael Dell, fondatore della omonima società di computer. Nonostante il rinvio, dalla Reuters scrivevano che la società stava valutando l'apertura di un secondo stabilimento da 5 miliardi di dollari a Forth Worth, nel Texas, mentre sta valutando anche un impianto in Europa. Restano ancora in cantiere, dunque, due veicoli elettrici, l'R1T, con autonomia di oltre 300 miglia, e l'R1S, un SUV con un'autonomia simile, tra i primi progetti della 'quasi' carmaker.
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