Transizione green

L'emergenza climatica cambia le strategie di investimento: ecco come secondo abrdn

Gli investitori e i portfolio manager si allontanano dai settori che risultano perdenti nella transizione energetica, come oil & gas, a favore dei leader globali nelle tecnologie ambientali

di Leo Campagna 10 Ottobre 2021 - 7:30
financialounge - news
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Sebbene negli ultimi 20 anni la percezione dell’emergenza climatica sia molto cambiata, la vera sfida resta sempre quella di passare all’azione. Soprattutto attraverso la transizione energetica, lo strumento più potente con cui la crisi climatica potrà essere affrontata. Ne hanno discusso Paolo Magri, Vice Presidente dell’ISPI, e Craig Mackenzie, Head of Strategic Asset Allocation di abrdn, durante la conference di abrdn che si è tenuta al Salone del Risparmio di Milano dal titolo “La geopolitica del cambiamento: clima, ambiente e investimenti”.

LA NUOVA GEOPOLITICA DEL CAMBIAMENTO


“La nuova geopolitica del cambiamento - ha sottolineato Magri - sarà cruciale per ridisegnare il futuro di molti settori, stabilire le sorti di paesi e aree geografiche e per ridefinire le scelte dei consumatori e degli investitori”. Non c’è infatti soltanto la transizione energetica ma un lungo elenco di passaggi storici di potere e di trasformazioni sotto diversi aspetti. “Stanno cambiando gli equilibri di potere globali con contrapposizioni importanti (Stati Uniti e Cina, Occidente e Asia, paesi avanzati ed emergenti) mentre la crisi pandemica ha accelerati la potente transizione tecnologica” ha riferito Magri.

VINCITORI E PERDENTI


E’ incoraggiante come emerga una condivisione generale dell’irrinunciabilità dell’obiettivo di salvare il pianeta con un lungo periodo – non meno di 30-40 anni – che comporterà una fase intermedia di spostamento degli equilibri, che probabilmente lascerà lungo il tragitto vincitori e perdenti. Ci sarà anche chi cavalcherà l’onda green per scopi commerciali mentre consumatori e investitori saranno chiamati a stabilire parametri condivisi e ragionare su standard supportati dalla ricerca che aiutino a riconoscere il vero impegno climatico e a prendere le decisioni più incisive per il futuro del clima.

COME CAMBIERANNO LE STRATEGIE DI INVESTIMENTO


Alla luce dell’emergenza climatica, come cambieranno le strategie d’investimento per gli asset manager? Il punto di partenza sono gli annunci dei grandi Paesi a favore della lotta al climate change. L'Unione Europea si conferma leader in questo ambito con una legge sul cambiamento climatico che obbliga i 27 Paesi membri a ridurre le emissioni di gas serra del 55% entro il 2030 e a diventare un'economia a zero emissioni nette entro il 2050. Negli Stati Uniti, l’American Jobs Plan ha come punto di forza l’energia pulita e l’obiettivo zero emissioni nette entro il 2050, mentre Pechino ha annunciato di voler raggiungere la neutralità carbonica entro ilo 2060.

IMPATTI DIVERSI SUI SETTORI


Resta il fatto che la transizione climatica non avrà un impatto ugualmente forte sui diversi settori. “Per esempio i servizi bancari, la sanità, e il settore dei consumi - ha aggiunto Mackenzie di abrdn - subiranno impatti meno rilevanti rispetto al settore dell’elettricità. Basti pensare al crollo verticale nel Regno Unito dell’energia generata dal carbone dal 35% di 10 anni fa all’attuale uno per cento”. Secondo il manager di abrdn, anche il settore delle costruzioni accuserà forti impatti dovendo adeguarsi alle nuove regole di efficientamento energetico. E lo stesso il settore dei trasporti, destinato ad essere rivoluzionato dalla diffusione dei veicoli elettrici. Ma, con ogni probabilità, sarà l’industria pesante – acciaierie, cemento e chimica – quella che più risentirà della transizione energetica.

COSA RIVELANO LE PERFORMANCE AZIONARIE DEGLI ULTIMI 10 ANNI


Dinamiche già visibili sui prezzi azionari. “Gli investitori e i portfolio manager si stanno allontanando dalle tecnologie perdenti e avvicinando ai vincitori, andando a modificare le loro strategie di asset allocation in seguito a valutazioni sul rischio climatico”, ha tenuto a precisare Mackenzie. Una considerazione basata sull’andamento dei prezzi delle azioni negli ultimi 10 anni. “Confrontando le performance del periodo, vediamo che i leader globali nelle tecnologie ambientali – produttori di veicoli elettrici, di batterie, di turbine eoliche – hanno registrato una vera impennata delle quotazioni, soprattutto negli ultimi due anni. Al contrario dell’indice Ftse Oil&Gas che, nello stesso arco di tempo, ha accusato un declino costante” ha riportato Head of Strategic Asset Allocation di abrdn.
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