Effetto rincari

Vontobel: “Siamo ancora lontani dal rischio di stagflazione. Ecco perché”

È prematuro e irrealistico, soprattutto considerando le stime di crescita molto positive negli USA (+5,9%) e in Europa (+5,0%) per il 2021 parlare di stagnazione unita ad aumento dei prezzi

di Leo Campagna 24 Ottobre 2021 - 14:00
financialounge - news
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Le ricerche e i modelli proprietari di Vontobel indicano che è in atto un rallentamento economico sia nei paesi emergenti che in quelli sviluppati. “Da qualche tempo gli investitori si chiedono se siamo e rimarremo in uno scenario di bassa inflazione con picchi temporanei e buona crescita economica o se dobbiamo iniziare a temere la stagflazione per i prossimi mesi", ha commentato Gianluca Ungari, Head of Portfolio Management Italy di Vontobel.

I PERICOLI DELLA STAGFLAZIONE


Si tratta di una differenza di rilievo. Nel primo caso, lo scenario resterebbe favorevole ai mercati finanziari e, in particolar modo, alle asset class di rischio (azioni, convertibili, obbligazioni societarie, debito emergente) mentre nel caso si materializzasse in contemporanea la presenza sia di un aumento generale dei prezzi al consumo e sia di una mancanza di crescita dell'economia in termini reali, il contesto risulterebbe sfavorevole alla quasi totalità delle asset class.

PREOCCUPA LA CRESCITA DEI PREZZI AL CONSUMO


Cresce infatti nei mercati finanziari la preoccupazione per il forte incremento dei prezzi al consumo innescata dalla riapertura delle attività economiche dopo il blocco. Un contesto che ha alimentato una robusta domanda di materie prime che in molti casi non ha trovato sufficiente risposta dal lato dell’offerta. A complicare le cose anche la riorganizzazione delle supply chain mondiali.

INFLAZIONE AL 4,1% IN GERMANIA E AL 5,3% IN AMERICA


“Il risultato è riflesso nei valori sostenuti dell’inflazione, al 4,1% in Germania e al 5,3% in America - ha spiegato Ungari -. Dati che supportano sempre più l'idea che la crescita dei prezzi non sia più temporanea, ma strutturale. I processi di transizione energetica avvenuti negli ultimi anni, come il processo di decarbonizzazione in Cina, i nuovi accordi OPEC e le interruzioni della catena di approvvigionamento, hanno portato ad un aumento dei prezzi delle materie prime. Riteniamo - ha concluso - che possa essere necessario del tempo prima che i prezzi al consumo si normalizzino”.

CRUCIALE IL TEMA DELLA CRESCITA ECONOMICA


Tendenze che rendono cruciale il tema della crescita economica, soprattutto alla luce di un rallentamento globale guidato principalmente dalla Cina. “Una frenata, quella di Pechino, ulteriormente aggravata dal Piano di prosperità comune - ha sottolineato il manager di Vontobel - che comporta il deleveraging del settore immobiliare, una maggiore regolamentazione di Internet e il ritorno delle tensioni con gli Stati Uniti”. Ungari, inoltre, segnala anche un atteggiamento più restrittivo di alcune banche centrali come Russia, Nuova Zelanda, Perù, Repubblica Ceca, Polonia e Brasile che hanno aumentato i tassi di interesse nelle ultime settimane.

ANCORA LONTANI DAL RISCHIO DI STAGFLAZIONE


Resta il fatto che le cifre di crescita per il 2021 rimangono molto positive. Le banche centrali continuano a stimare infatti un incremento della prodotto interno lordo del 5,9% negli Stati Uniti e del 5,0% in Europa. “È fisiologico che in una fase di metà ciclo si osservino tassi di crescita inferiori rispetto alle fasi iniziali di espansione economica. Per questo siamo convinti di essere ancora lontani dal rischio di stagflazione. La possibilità di caderci è prematura e irrealistica, soprattutto considerando i dati macro”, ha concluso l’Head of Portfolio Management Italy di Vontobel.
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