Tendenze

La voglia di aperitivo premia Campari

Buoni i primi nove mesi del 2021 con un'impennata delle vendite del 27%. Una tendenza destinata a proseguire anche in futuro

di Annalisa Lospinuso 26 Ottobre 2021 - 13:40
financialounge - news
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Da Milano in giù il rito dell’aperitivo è sempre più diffuso. Soprattutto dopo le restrizioni imposte dalla pandemia, gli italiani hanno riscoperto il piacere di bere un drink in compagnia. Così Campari, storica azienda produttrice dell’omonima bibita, ha visto chiudere il terzo trimestre dell’anno con un’impennata del 27,3% delle vendite, rispetto ai nove mesi dello scorso anno, per un totale netto di 1.575,7 milioni. La variazione totale è del 22,9% sull’anno precedente e del 24% sul 2019, nel periodo pre-pandemia.

CRESCE UTILE E MARGINE OPERATIVO LORDO


Gli aperitivi estivi, al mare, a bordo piscina o in montagna, hanno dato maggiore impulso al consumo di bibite a marchio Campari. L'utile del Gruppo prima delle imposte rettificato si è attestato a 343,3 milioni, in rialzo del 56,1%, e il debito finanziario netto è sceso a 926 milioni da 1.103,8 al 31 dicembre 2020. In forte aumento anche il margine operativo lordo rettificato, che è salito da 307,1 milioni a 418 milioni di euro (+36,1%); di conseguenza, la marginalità è migliorata dal 23,9% al 26,9%.

UN TREND IN SALITA


Una tendenza che non accenna ad affievolirsi nemmeno con il sopraggiungere della stagione più fredda. “Prevediamo che la dinamica positiva dei brand – ha spiegato Bob Kunze-Concewitz, ceo di Campari - e il mix di vendite favorevole continuino nell’ultimo trimestre, contribuendo a compensare parzialmente l'intensificarsi della pressione sui costi dei materiali e sui costi logistici, i maggiori investimenti in brand building e il phasing dei costi di struttura”.

LA RIPRESA POST-PANDEMICA


La pandemia e le relative restrizioni che hanno impattato sul consumo di bibite e pasti fuori casa sembrano un lontano ricordo. “Sebbene permanga incertezza in relazione all’evoluzione della pandemia – ha detto il ceo di Campari - e ai suoi effetti indotti come le tensioni logistiche e la crescente pressione sui costi dei materiali, benché mitigata dal miglioramento delle prospettive per i costi di acquisto dell’agave, rimaniamo fiduciosi sul solido andamento del nostro business”.
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