Maneggiare con cautela

Auto elettriche, bomba o bolla?

Rivian, Lucid, Nio, Xpeng: tutti pazzi per le e-car, anche sui mercati. Ma i ricavi per ora sono pari a zero, queste società valgono davvero più di Volkswagen e di altri marchi storici?

di Controredazione 18 Novembre 2021 - 10:23
financialounge - news
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La bolla delle auto elettriche rischia di scoppiare? Presto per dirlo, ma molti segnali invitano ad approcciare il tema con cautela e a non farsi prendere da facili entusiasmi. Il caso Rivian, in questo senso, può insegnare molto.

RIVIAN RADDOPPIA


Pochi giorni dopo il debutto a Wall Street, il titolo della start-up che vuole conquistare il segmento dei pick-up elettrici - segmento molto ricco negli Usa - è letteralmente esploso. Dai 78 dollari iniziali è arrivato poco sopra i 170 dollari prima di perdere il 15% nella seduta di ieri. Per diverse ore Rivian è stata la terza casa automobilistica al mondo per capitalizzazione. Secondo le valutazioni del mercato, valeva più di Volkswagen e ancora oggi vale più di Daimler Mercedes e Stellantis.

RICAVI A ZERO


Gli investitori fanno le loro valutazioni proiettandole sul futuro, cosa legittima. Ma una cosa va ricordata: a differenza di Volkswagen, Stellantis e altri marchi storici, i ricavi di Rivian sono pari a zero e le vendite sono praticamente inesistenti. Oltre al pick-up usato da Jeff Bezos per raggiungere la navicella Blue Origin e a quelli forniti ai propri dipendenti, Rivian ha consegnato pochi altri mezzi. E lo stesso, più o meno, si può dire per le altre società che puntano al trono di Tesla: Lucid o le cinesi Xpeng e Nio.

TESLA PRIMA NEL MONDO


Tesla, appunto, che con oltre mille miliardi di capitalizzazione è attualmente la casa automobilistica più preziosa al mondo. La prima risposta - logica - di fronte al dubbio che dietro le auto elettriche possa nascondersi una bolla di mercato riguarda proprio l'azienda di Elon Musk: "Anche Tesla era partita con poche consegne e zero ricavi". Vero, ma rispetto agli esordi di Tesla oggi ci sono almeno due grandi differenze: all'inizio Tesla era sola soletta nella produzione di auto elettriche e, soprattutto, oggi le grandi case automobilistiche non sono rimaste a guardare. Volkswagen, Toyota e le altre hanno capito che il futuro dell'auto è elettrico e sono già attrezzate per fare concorrenza alle start-up nate per produrre e-car.

SERVE PRUDENZA


Per tornare alla domanda iniziale: siamo di fronte a una bolla di mercato simile a quella delle dotcom di inizio anni duemila? Fare previsioni è difficile, ma di sicuro serve molta prudenza per non rischiare di avere brutte sorprese. Nel caso delle dotcom tanti titoli che all'inizio sembravano invincibili si sono poi persi per strada. Quindi, prima di investire pesantemente in un titolo, è meglio riflettere con calma. Non basta il disegno avveniristico di un'auto elettrica per determinare il successo, sul lungo termine, di un'azienda: prima o poi il mercato arriverà a chiedere conto di vendite, consegne e ricavi.
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