La view per il 2022

Credit Suisse positiva sull'Italia e su Piazza Affari

Nell’Investment Outlook 2022 gli esperti di Credit Suisse restano positivi sulle prospettive di crescita dell’Italia, ma ricordano l’importanza delle riforme strutturali di cui ha bisogno il Paese

di Leo Campagna 24 Novembre 2021 - 18:00
financialounge - news
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Il programma di vaccinazione efficace ha permesso all’Italia di revocare gran parte delle restrizioni e registrare una ripresa economica molto più rapida del previsto. Alla fine del terzo trimestre di quest’anno il PIL italiano è risultato inferiore solo dell’1,4% rispetto al livello pre-pandemia: un traguardo che consente di prevedere il recupero completo entro l’inizio del 2022.

PER IL MOMENTO IL DEBITO PUBBLICO NON RAPPRESENTA UN PROBLEMA


“Prevediamo una crescita di poco superiore al 4% l'anno prossimo. L'aumento dei prezzi dell'energia rappresenta un rischio di ribasso per la ripresa ma il governo italiano ha adottato misure per compensare le famiglie e attenuarne gli effetti”, fanno sapere gli esperti di Credit Suisse nel loro Investment Outlook 2022 . Resta tuttavia, il rischio del debito pubblico. Alla luce delle previsioni del governo italiano secondo le quali il deficit 2022 dovrebbe attestarsi a quasi il 5% del PIL, il rapporto debito pubblico / PIL si collocherebbe in area 150%. “I rendimenti dei titoli di Stato italiani a 10 anni sono inferiori all'1%, e segnalano che per il momento il debito non rappresenta un problema”, riferiscono i manager di Credit Suisse.

IL SOSTEGNO DELLA POLITICA MONETARIA DELLA BCE


Una dinamica favorita dal sostegno della politica monetaria della BCE, che dovrebbe proseguire nel 2022. “Il tasso di riferimento dovrebbe rimanere a -0,5% e riteniamo che il prossimo anno la BCE non rallenterà il ritmo degli acquisti di obbligazioni convenzionali, nonostante sia previsto che il programma di emergenza di acquisto di titoli della Banca centrale europea termini a marzo. Pertanto nel 2022 i rischi connessi al debito italiano dovrebbero rimanere contenuti”, puntualizzano i professionisti di Credit Suisse.

IL PNRR – PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA


La vera partita, tuttavia, si giocherà sulle riforme tramite le quali l'Italia avrà l'opportunità di mitigare i rischi sulla sostenibilità del debito sul lungo periodo. Il premier Mario Draghi ha affiancato al PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) l’introduzione di numerose riforme, che si propongono di migliorare un sistema fiscale complesso e inefficiente e affrontare le carenze del mercato del lavoro, l'inefficienza della pubblica amministrazione e l'inadeguata formazione del capitale umano.

PROSEGUIRE SUL CAMMINO DELLE RIFORME


“I primi importanti progressi sono incoraggianti - spiegano gli esperti di Credit Suisse - e se Draghi riuscisse a proseguire sul cammino delle riforme anche l'anno prossimo, oltre a migliorare le prospettive di crescita a lungo termine e di sostenibilità del debito dell’Italia, consoliderà ulteriormente i rapporti con gli altri Stati membri dell’UE, favorendo il progresso dell'integrazione europea nel prossimo anno”.

RENDIMENTI INTERESSANTI PER LE AZIONI ITALIANE NEL 2022


I manager di Credit Suisse alla luce dei continui miglioramenti nei fondamentali, grazie anche all’erogazione dei fondi per la ripresa dell’UE e alla riapertura delle economie per il turismo generale, prevedono rendimenti interessanti per le azioni italiane nel 2022. Possibile anche un’ulteriore riduzione futura dello spread tra BTP e Bund tedesco, qualora si riuscisse a raggiungere ad una maggiore integrazione fiscale nell'UE. È vero che le tensioni inflattive tenderanno a far aumentare le possibilità di rendimenti più alti il prossimo anno, ma il rialzo dovrebbe risultare limitato dalle prospettive relative alla politica della BCE.

ANDAMENTO LATERALE PER IL CAMBIO EUR/USD


“I miglioramento delle prospettive economiche accompagnerà un aumento graduale dei rendimenti rispetto ai livelli attuali nel corso del tempo. Riteniamo che l'approccio fiscale unitario dell'Unione europea durante la crisi costituisca un fattore di sostegno a lungo termine per la moneta unica. Tuttavia, il vantaggio, in termini di tassi di interesse, del dollaro sull’euro frenerà il cambio EUR/USD determinandone un andamento laterale”, concludono i professionisti di Credit Suisse nel loro Investment Outlook 2022.
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