Politica e mercati

S&P sull'Italia: l'elezione del presidente della Repubblica non farà aumentare lo spread

Secondo il capo economista per l'Europa di S&P Global Ratings, difficilmente si andrà verso elezioni anticipate. Il recente allargamento dello spread è dovuto alle attese di un ridimensionamento degli acquisti della Bce

di Antonio Cardarelli 13 Gennaio 2022 - 15:25
financialounge - news
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L'aumento dello spread tra Btp e Bund dei giorni scorsi è dovuto più alle previsioni sulle prossime mosse della Bce che a una possibile instabilità politica in Italia. A dirlo è Sylvain Broyer, capo economista per l'Europa di S&P Global Ratings, che ha fatto il punto sulle prospettive economiche dell'Italia e sulle possibili reazioni dei mercati.

NESSUN AUMENTO DELLO SPREAD


"Non vedo un grande aumento dello spread in vista delle elezioni presidenziali in Italia, penso che il differenziale resterà più o meno sui livelli attuali", ha spiegato Broyer sottolineando che la priorità, per l'Italia, è di " non mettere a rischi l'attuale forte fiducia di imprese e famiglie". Tuttavia, secondo S&P Global Ratings è molto difficile che le spaccature dovute alla scelta del prossimo presidente della Repubblica possano portare verso elezioni politiche anticipate. L'allargamento dello spread visto dallo scorso ottobre, secondo l'economista dell'agenzia di rating, più che agli scenari politici è da ricondurre alle aspettative di un ridimensionamento degli acquisti di titoli da parte della Bce.

COVID ENDEMICO


Per quanto riguarda il Covid-19, secondo Broyer non andrà ad impattare significativamente la ripresa: "È probabile che il Covid diventi endemico e meno letale, e che l'economia impari a conviverci". Segnali positivi, secondo l'esperto, arrivano anche dalle catene di fornitura che stanno provocando un aumento dell'inflazione. Per il 2022 S&P Global Ratings stima una crescita del 4,7% per l'Italia, che sarà dell'1,8% nel 2023. La sfida, ha detto Broyer, è mettere in moto investimenti privati e usare le risorse del Next Generation Eu per colmare il gap di produttività rispetto alla media europea. In questo senso vi sono segnali "di un inizio di una fase di maggior crescita strutturale, ma solo un inizio".
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