I conti

Utili in calo per Eni, ma aumenta la remunerazione per gli azionisti

Nel 2024 il gruppo ha registrato una flessione degli utili pur battendo le previsioni degli analisti. Gli azionisti hanno ricevuto 5,1 miliardi tra dividendi e buyback

di Antonio Cardarelli 27 Febbraio 2025 10:57

financialounge -  Claudio Descalzi eni finanza trimestrali
Nel 2024 Eni ha centrato gli obiettivi operativi, pur registrando un importante calo degli utili. La società ha presentato i conti poco prima dell’apertura dei listini e il titolo, nelle prime ore di scambi, è in flessione dello 0,6%.

I NUMERI DEL 2024


Nel 2024 il gruppo ha registrato un utile operativo adjusted di 14,3 miliardi. L'utile netto adjusted è stato di 5,26 miliardi, con una flessione del 37% sul 2023, mentre l'utile netto è stato pari a 2,46 miliardi (-45%). Nel quarto trimestre del 2024 l'utile operativo proforma adjusted è stato di 2,7 miliardi, mentre l'utile netto adjusted è stato di 892 milioni, in flessione del 46 per cento. Come spiega Eni nella nota di presentazione dei conti, “l'accelerazione del programma di valorizzazione del portafoglio e il maggior contributo rispetto a quanto pianificato hanno consentito di distribuire agli azionisti 5,1 miliardi di cassa attraverso i dividendi e l'esecuzione di un programma di acquisto di azioni proprie quasi raddoppiato a 2 miliardi.

DESCALZI: “LIVELLI DI ECCELLENZA”


“Nel 2024, crescita e creazione di valore hanno raggiunto un livello di eccellenza, supportati dalla nostra struttura finanziaria e dalla disciplina nei costi. La nostra posizione di leadership nell'industria è frutto della competitività del portafoglio di attività e del coerente disegno gestionale e finanziario del modello satellitare, che ha concretizzato oltre 21 miliardi di valore d'impresa nel corso dell'anno", ha detto Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni commentando i risultati del 2024 e del quarto trimestre.

INDEBITAMENTO AI MINIMI STORICI


“Dopo aver finanziato 8,8 miliardi di investimenti organici, livello minore rispetto alle stime iniziali, la gestione ha reso disponibile un avanzo pari a circa 5 miliardi, in grado di coprire la remunerazione degli azionisti, che comprende un dividendo incrementato rispetto al 2023 e un ritmo nel programma di riacquisto di azioni proprie quasi raddoppiato a 2 miliardi di euro”, ha proseguito Descalzi. Inoltre, l’ad di Eni ha sottolineato il minimo storico nel rapporto di indebitamento che “ci assicura la flessibilità finanziaria per continuare a investire nel business e a remunerare i nostri azionisti attraverso i cicli dell'industria”. Lo stesso Descalzi ha poi ricordato il contributo arrivato dall’integrazione di Neptune oltre a Plenitude e Enilive che "hanno entrambe conseguito gli obiettivi annuali in termini di Ebitda, nonostante il contesto di mercato sfidante, evidenziando il valore del nostro approccio focalizzato sul lungo termine".

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