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Fidelity: ecco come sarà il 2025 per IA, impatto di Trump 2.0 e Cina

L’Analyst Survey su oltre 100 analisti della grande casa indica tempi lunghi per il pieno impatto dell’IA, accelerazione di M&A e deregulation in Usa, grandi aspettative da stimolo monetario e fiscale in Cina

di Stefano Caratelli 28 Febbraio 2025 07:55

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la grande rivoluzione dell'intelligenza artificiale non avverrà quest'anno, il 72% degli analisti di Fidelity prevede infatti che nel 2025 l'IA non avrà alcun impatto sulla redditività delle aziende da loro coperte. Gli analisti di Fidelity prevedono inoltre un aumento delle operazioni di M&A sotto la nuova amministrazione americana, in settori come sanità, servizi di comunicazione, informatica, l'immobiliare e energia. In Cina, gli analisti di Fidelity hanno grandi aspettative per le politiche fiscali e monetarie nel 2025, e oltre il 70% sostiene che la politica monetaria avrà un impatto positivo sui fondamentali delle aziende, mentre più dell'80% afferma lo stesso sui piani fiscali.

I TEMI DI INVESTIMENTO INDICATI DAGLI ANALISTI GLOBALI


Sono le principali indicazioni raccolte da Fidelity International, che ha pubblicato i risultati dell'Analyst Survey 2025, indagine che raccoglie le opinioni di 112 analisti del suo team a livello globale allo scopo di individuare i temi di investimento per l'anno in corso - e oltre. Gli investitori sono entrati in un'era di divergenze, tra economie, settori e aziende stesse, e l'Analyst Survey di Fidelity vuole essere la guida bottom up a questo nuovo contesto, guardando in particolare ad alcuni temi come IA, Cina e nuova amministrazione alla Casa Bianca.

DALL’IA IMPATTO ANCORA MINIMO SUGLI UTILI, FORTI INVESTIMENTI


Per quanto riguarda l’IA, gli analisti di Fidelity ritengono avrà un impatto minimo sulla redditività delle aziende nel 2025, e che il suo pieno potenziale si vedrà solo tra qualche anno, perché i vantaggi più significativi in termini di produttività sono ancora agli inizi. La previsione è che le aziende coperte spenderanno di più in IA, soprattutto nei settori tecnologico, finanziario e dei servizi di comunicazione, mentre l'IA avrà un impatto positivo sulla redditività delle aziende nei prossimi cinque anni, con il maggior nei settori sanitario e finanziario, grazie all'elaborazione delle immagini mediche, l’ottimizzazione dei processi di sviluppo e vendita di farmaci, l’originating dei prestiti, i rating creditizi e il miglioramento del software. Gli analisti di Fidelity sottolineano inoltre la necessità di essere selettivi, e più di un quarto riconosce un'elevata disparità nelle valutazioni delle aziende coperte.

CON TRUMP 2.0 SPINTE POSITIVE ALL’M&A E ALLENTAMENTO NORMATIVO


Quindi il ritorno di Trump: le aziende globali coperte dagli analisti di Fidelity ritengono che avrà un impatto più significativo rispetto al primo mandato, mentre sono emerse anche aspettative di effettivo miglioramento di alcuni settori in termini di valore, sostenute dalla tanto attesa impennata delle fusioni aziendali. La prospettiva di un allentamento normativo e di un contesto più favorevole alla conclusione di accordi è visibile in particolare nella sanità, nei servizi di comunicazione, nell'informatica, nell’immobiliare e nell'energia. L'indagine riflette un mix di prospettive positive e prudenti tra gli analisti in tutto il mondo, poiché le politiche e i dazi influenzeranno le differenti regioni in modo diverso, ma il 47% degli analisti nordamericani evidenzia che le loro aziende sono più fiduciose nell'investire nei prossimi 12 mesi, dato tre volte superiore allo scorso anno.

IN CINA GRANDI ATTESE DAGLI STIMOLI MONETARI E FISCALI


Infine, la Cina: nonostante i venti contrari di un settore immobiliare in difficoltà, dalla deflazione e dalla debolezza della domanda dei consumatori, gli analisti sul territorio vedono una serie di aree promettenti in scia agli stimoli alla crescita del 2025. Gli analisti di Fidelity che coprono la Cina nutrono grandi aspettative, con oltre il 70% che sostiene il sostegno monetario avrò un impatto positivo sui fondamentali aziendali, mentre oltre l'80% afferma lo stesso su quello fiscale, nella previsione di una graduale ripresa dei beni di consumo discrezionali. Più in generale, gli analisti ritengono che dividendi e buyback stiano salendo nell'agenda delle aziende anche in Cina, e circa il 60% prevede che le aziende coperte aumenteranno moderatamente i payout quest'anno, rispetto al 38% relativo all'Asia esclusi Cina e Giappone, dove l’attesa si attesta a quasi il 90%.

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