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Tecnologia e mercati

La bolla dell’intelligenza artificiale si sgonfierà e ce lo dice il forno a microonde

Perché è una rivoluzione destinata a pervadere tutto, ma quando questo succederà, diventerà commodity di uso comune che non giustificherà più sulle Borse multipli stellari, perché ormai sarà presente, non futuro

di Controredazione 18 Marzo 2025 14:17

financialounge -  Contrarian economia intelligenza artificiale
L’intelligenza artificiale è indubbiamente la rivoluzione di questi anni, una rivoluzione che è arrivata veloce, sorprendendo tutti e con impatti enormi su diversi fronti. Su questo non ci sono e non ci possono essere dubbi. Ora, ribadito giustamente questo, pensando ai mercati finanziari e alle valutazioni stellari che riguardano molto di ciò che gira attorno a questo trend, la domanda diventa se e quando tutto questo possa sui listini azionari trasformarsi in una bolla che si sgonfia, seguendo nel caso un copione già visto nella storia tante volte. La risposta, per certi versi paradossale, è che sì, la bolla potrebbe iniziare a sgonfiarsi proprio quando sarà ormai chiaro che l’intelligenza artificiale ha vinto, pervadendo tutto e a costi pure popolari. Insomma, quando diventasse davvero una commodity. Perché le commodity sono qualcosa di “normale”, di uso comune, e quindi non più rivoluzionarie, non più “next thing” e ultima frontiera, e dunque senza più quell’appeal speculativo e quelle scommesse borsistiche sul futuro che fanno impennare sempre le valutazioni.

L’EFFETTO FORNO A MICROONDE


Parliamo di un fenomeno visto molte volte in passato. Tecnologie futuribili, che sembrano fantascienza, si palesano, sorprendono, poi iniziano a diffondersi in una prima entusiasmante fase pionieristica e alla fine, se tutto va bene, vincono la loro scommessa, diffondendosi ovunque e diventando così mass-market. Finisce così l’”effetto wow”. E questo anche sui mercati azionari, dove da sempre si scommette sul futuro e lo si fa con i multipli che alzano le valutazioni, creando di fatto bolle sulle promesse di ricavi e utili. Quando poi appunto il futuro arriva, certi multipli non hanno più senso e questo non diventa assolutamente una bocciatura, ma semplicemente si ritarano le stime sulla base di una dimensione più normale. E le bolle a quel punto si sgonfiano. Succederà così anche per l’intelligenza artificiale? Nessuno ha la sfera di cristallo, e quindi tanto meno noi, ma è probabile, molto probabile, che anche stavolta si ripercorra uno schema visto tante volte nella lunga storia dei mercati. Lo vogliamo dire con una metafora molto banale: chi ha una certa età si ricorderà quando magari da bambini si è andati a vedere il forno a microonde dei vicini che, orgogliosi, mostravano di essere stati tra i primi a comprare questo “prodigio” della tecnologia in una Italia ancora abituata solo ai grossi forni dove nonna cuoceva il ciambellone. Ebbene, chi oggi si sorprenderebbe nel vedere un forno a microonde? Questo è il punto.

SCENARI DAGLI ANALISTI


E ci sono già anche analisti finanziari che stanno facendo interessanti ragionamenti che, in qualche modo, sembrano andare proprio in questa direzione. Ad esempio Kevin Thozet, membro del comitato investimenti di Carmignac, analizza la fase di transizione dell’intelligenza artificiale a due anni dal suo impetuoso emergere su larga scala e parla di quella frenesia che subito si era diffusa sui mercati azionari globali, spingendo le big tech. Con fattori che hanno alimentato tutto come la previsione di necessaria domanda di potenza di calcolo, con poche aziende ancora in grado di garantirla, combinazione questa che ha dato quella enorme spinta in Borsa a Nvidia, frutto di naturali revisioni al rialzo del fatturato per andare incontro al nuovo trend. Ora però stanno saltando fuori ad esempio diverse intelligenze artificiali cinesi che sembrano necessitare di molta meno energia e anche di meno costi di sviluppo. Questa tendenza nel futuro potrebbe avere impatto anche in termini di adozione dell’AI: se i costi si riducono, il tasso di diffusione è destinato ovviamente ad espandersi. È in questo modo possibile che l’intelligenza artificiale diventi così comune da poterla arrivare a considerare in futuro al pari proprio di una commodity, dice lo stesso Thozet, che sottolinea che questo cambiamento avrebbe un impatto significativo sulle valutazioni dei produttori. E di tutto quello che gira intorno, vogliamo sottolineare noi. E lo stesso analista spiega anche che l’effetto Deepseek potrebbe ridurre l’egemonia Usa su questo fronte, anche in termini poi di investimenti.

Insomma, diciamo noi, belle, bellissime le rivoluzioni tech come appunto l’intelligenza artificiale, ma attenzione sempre a non farsi prendere da una irrazionale euforia quando si parla di relativi investimenti finanziari, perché la bolla che si sgonfia può sempre essere dietro l’angolo.

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