Outlook 2026

Invesco: “Il credito privato può far meglio nel 2026?”

Un punto sulle prospettive del mercato del credito privato che ha proseguito la sua traiettoria di crescita nel 2025. Eventuali tagli dei tassi della Fed potrebbero ridare slancio al mercato del direct lending

di Silvia Longo 9 Gennaio 2026 19:30

financialounge -  credito privato Invesco mercati
Il mercato del credito privato ha proseguito la sua traiettoria di crescita nel 2025 e ha registrato redimenti solidi nonostante un contesto complesso. È quanto emerge dall'outlook 2026 di Invesco. Bisogna prestare particolare attenzione a tre aree chiave del mercato: senior secured loan e collateralised loan obligation, direct lending, credito in sofferenza e situazioni speciali. Invesco osserva poi potenziale per rendimenti aggiustati per il rischio interessanti nel 2026.

"NEL 2026 RENDIMENTI DEI PRESTITI SUPERIORI ALLA MEDIA"


Secondo l'analisi, nel 2026 si prevede un altro anno di rendimenti superiori alla media nel mercato dei broadly syndacated loan. In generale c'è un contesto di rischio favorevole, un'inflazione in calo e un'inversione di tendenza della politica monetaria USA verso tassi d'interesse più bassi. "In passato, i prestiti hanno preservato in modo efficiente il capitale degli investitori durante i cicli di allentamento, escludendo shock esogeni come il COVID, evidenziando il loro valore come partecipazione core in diversi contesti di mercato. Si prevede che i tassi più bassi ridurranno gli interessi passivi per gli emittenti, rafforzando i fondamentali e mitigando il rischio di default. Anche se i tassi di riferimento dovessero diminuire fino ai livelli di terminal rate attesi, circa il 3% negli USA e il 2% nell'UE, prevediamo che le cedole dei prestiti rimarrebbero superiori alle medie storiche, preservando il potenziale di reddito" fa sapere Kevin Egan, Senior Portfolio Manager e Co-Head of Credit Research di Invesco.

"PRESTITI, FONTE CONVINCENTE DI REDDITO STABILE"


Il mercato dei broadly syndicated loan, come rileva l'analisi, ha assorbito la volatilità generata dai dazi a fronte di una pressione contenuta, mentre gli investitori continuano a ruotare verso crediti di alta qualità e difensivi. "Sebbene alcuni default isolati richiamino l’importanza della selezione del credito, questi episodi appaiono prevalentemente idiosincratici e non indicativi di un rischio sistemico. Nonostante deflussi di breve periodo, la propensione degli investitori verso l’asset class resta solida e il nostro outlook sui prestiti rimane costruttivo. I prestiti potrebbero rimanere una fonte convincente di reddito stabile e rendimenti aggiustati per il rischio interessanti nel 2026" analizza Egan di Invesco.

IL MERCATO DEL DIRECT LENDING


Il mercato del direct lending inizierà il 2026 con cauto ottimismo. I rendimenti complessivi rimangono interessanti, soprattutto nel mercato medio core, nonostante un volume di operazioni contenuto nel 2025. Secondo l'analisi un divario persistente tra aspettative degli acquirenti e dei venditori, amplificato dall'incertezza macroeconomica, ha continuato a reprimere le nuove operazioni sostenute da sponsor. Tuttavia, l'attività di rifinanziamento, le acquisizioni add-on e gli investimenti incrementali hanno garantito un flusso costante di operazioni.

I TAGLI DEI TASSI DELLA FED POTREBBERO RIDARE SLANCIO AL DIRECT LENDING


Eventuali tagli dei tassi da parte della Federal Reserve potrebbero ridurre i costi di finanziamento e rilanciare il trend delle operazioni. "Con un'ingente quantità di dry powder nel private equity e un numero elevato di società di portafoglio destinate a uscire, prevediamo un aumento significativo del volume di operazioni una volta che i mercati si stabilizzeranno" analizza Egan di Invesco. Dunque, dopo che è stata fatta maggiore chiarezza sui tassi di interesse, il rischio di recessione e le tensioni globali, il direct lending è ben posizionato per capitalizzare sulla rinnovata attività degli sponsor e offrire rendimenti aggiustati per rischio interessanti.

UNA SERIE DI OPPORTUNITÀ PIÙ AMPIA IN INVESTIMENTI IN SITUAZIONI SPECIALI


L'incertezza macroeconomica globale, i cambiamenti nella politica monetaria e fiscale degli Stati Uniti e i primi segnali di volatilità nei segmenti più sotto pressione del credito indicano che il 2026 potrebbe aprire una più ampia opportunità nel comparto delle situazioni speciali. Inoltre si rileva un interesse crescente in operazioni di nuovo capitale e super-senior che spesso si legano a emendamenti e proroghe di accordi di credito esistenti. Le operazioni di capital solutions stanno aumentando sia in termini di volume che di qualità, spinte in gran parte dai periodi di detenzione più lunghi del private equity e dai tassi base persistentemente elevati.  Si prevede che la crescita prosegua in tali strutture per incrementare la liquidità e la performance nel 2026.

"SEGNALI DI STRESS NEI PRESTITI SCAMBIATI SOTTO LA PARI"


"Stanno emergendo segnali di stress nei prestiti scambiati sotto la pari. Mentre il credito a pari rimane ben sostenuto dalla domanda, si sta accumulando pressione in specifici settori e su determinati emittenti, a causa sia di fattori macroeconomici sia di elementi specifici della società. Riteniamo che tali dinamiche siano destinare a persistere e che possano offrire un interessante potenziale di rendimento aggiustato per il rischio agli investitori attivi in questo segmento" conclude Kevin Egan, Senior Portfolio Manager e Co-Head of Credit Research di Invesco.

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